Le ultimissime. Intesa Sanpaolo finanzia con 175 milioni progetti verdi di Tauron 

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Intesa Sanpaolo ha finalizzato un contratto di finanziamento in favore di Tauron, il più grande distributore polacco di energia, per un controvalore di circa 175  milioni di euro della durata  di cinque anni. L’operazione ha lo scopo di sostenere  gli  investimenti  della  società  nello  sviluppo  delle  energie  rinnovabili  e  della distribuzione  elettrica, tra cui l’ammodernamento  della  propria rete e il collegamento dei nuovi clienti utilizzando le ultime tecnologie ecocompatibili. L’operazione,  curata  dalla  Divisione  Corporate  and  Investment  Banking  di  Intesa Sanpaolo guidata da Mauro Micillo – e strutturata da Banca IMI Londra e dalla filiale di Varsavia  della  Divisione  CIB  -,  è  una  delle  prime  di  questo  tipo  nel  mercato  polacco  e conferma l’impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo nel diffondere la cultura della sostenibilità nei Paesi in cui opera. 
“Grazie a questa operazione Tauron realizza, infatti, il primo grande progetto ‘verde’ ispirato a principi di sostenibilità ambientale, confermando il proprio impegno nel raggiungimento degli  obiettivi  di  transizione  energetica  2025-2030  previsti  nel  piano  d’impresa  e contribuendo nel contempo a sostenere la trasformazione energetica del Paese”, spiega una nota. 

L’assenza di regole che facilitino fusioni bancarie transfrontaliere “non è nell’interesse di lungo termine dell’Europa”. Lo ha detto l’ad di illimity, Corrado Passera, a margine di un incontro in Bocconi. “E’ una pura verità che manchino regole. Noi dobbiamo completare il single market anche in campo bancario se vogliamo degli operatori di dimensione europea. Il mercato mondiale è fatto da banche che hanno la possibilità, come quelle americane e cinesi, di giocare su terreni molto ampi, un mercato troppo frammentato come quello europeo attuale e regole che non facilitano il consolidamento europeo non sono nell’interesse di lungo termine dell’Europa”, ha spiegato. Più in generale il banchiere ha sottolineato come “nel futuro ci saranno banche grandissime e banche specializzate: è molto improbabile che banche piccole o di media dimensione possano continuare a fare le banche universali”. “Il consolidamento è una delle strade, ma non dimentichiamo che l’Italia ha fatto un gran lavoro ed è passata da 1.000 a 100 banche in non tanti anni. In altri Paesi questo non è successo, per esempio in Germania non l’hanno fatto”, ha concluso.

Il colosso farmaceutico Usa Pfizer annuncia una perdita di 337 milioni di dollari nel quarto trimestre, a fronte di un rosso di 394 milioni di dollari di un anno fa. In discesa del 9,2% anche i ricavi a 12,7 miliardi di dollari. Pfizer fa sapere che due farmaci chiave, l’Eliquis e lo Xeljanz stanno andando bene, mentre altri hanno perso le licenze e perdono terreno rispetto ai generici. Pfizer è nel bel mezzo di una ristrutturazione dopo la fusione della divisione prodotti per la salute di largo consumo con quelli di GlaxoSmithKline all’interno di una joint venture di cui Pfizer detiene il 32%. La compagnia sta unificando l’unità dei generici Upjohn con Mylan. Pfizer a metà anno, quello l’acquisizione sarà completata, controllerà il 57% della nuova società. Lo rende noto l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. Nel prelistino di Wall Street il titolo Pfizer perde l’1,5%. 

Il Sud registra la maggiore crescita di imprese nel 2019. Secondo i dati del Registro delle imprese, diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere, nel 2019 sono nate in Italia 353.052 imprese e 326.423 hanno chiuso i battenti; il saldo tra entrate e uscite è positivo per 26.629 imprese ma è minore degli ultimi 5 anni.
 Il dato migliore riguarda il Mezzogiorno che, con una crescita di 14.534 unità, da solo determina oltre la metà (il 54,6%) di tutto il saldo positivo dello scorso anno. A restare al palo tra le grandi macro-ripartizioni (confermando la performance del 2018) è stato il Nord-Est (-0,1% il tasso di crescita, equivalente a circa 1000 imprese in meno nei dodici mesi). Il Centro registra un saldo positivo di 8.976 imprese e il Nord Ovest di 4.071 imprese. Tra le regioni, la crescita più sensibile in termini assoluti si registra, ancora una volta, nel Lazio (con 9.206 imprese in più rispetto al 2018, corrispondenti a un tasso di crescita dell’1,4%, il migliore tra le regioni), seguito da Campania (5.746) e Lombardia (+5.073). Sul fronte opposto Piemonte (-1.517), Emilia-Romagna (-1.431) e Marche (-909) sono le regioni che hanno fatto segnare le contrazioni più apprezzabili nel numero di imprese registrate mentre, in termini percentuali, a segnare maggiormente il passo è stato il Friuli Venezia Giulia (-0,7%).  

Salvatore Ferragamo ha chiuso il 2019 con ricavi preliminari per 1.377 milioni di euro, in aumento del 2,3% a cambi correnti e del 1,3% a cambi costanti rispetto all’esercizio 2018. Lo comunica il gruppo stesso, che nel quarto trimestre dello scorso anno ha registrato un aumento del 2,1% a tassi di cambio correnti e una minima flessione (-0,1%) a cambi costanti. L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di Ricavi per il gruppo, in aumento del 1,1% (+0,7% a tassi di cambio costanti), rispetto all’esercizio 2018.  In particolare, i negozi diretti in Cina hanno registrato un aumento delle vendite, pari al +13,8% nell’intero esercizio 2019 (+12,6% a tassi di cambio costanti). La performance del quarto trimestre 2019 nell’area ha continuato ad essere fortemente impattata negativamente dalla difficile situazione geopolitica in corso a Hong Kong, dove le vendite retail sono scese a cambi costanti di oltre il 50% rispetto al quarto trimestre del 2018.   

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