Milleproroghe, stop all’emendamento sulla liberalizzazione della cannabis light

Share

Sono circa 800 su 2.004 gli emendamenti al Milleproroghe dichiarati inammissibili dalla commissione Bilancio della Camera. Tra le proposte scartate ci sono quella sulla cannabis light, firmata da una trentina di parlamentari di M5s, Pd, Leu e +E. Salta anche la proposta che avrebbe modificato governance e finanziamento a Coni e Sport e Salute, firmato da parlamentari Pd.

“Non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all’esame della Camera – ricorda la commissione – ma solo gli emendamenti recanti proroghe di termini, anche riferiti a termini già scaduti al momento dell’entrata in vigore del decreto-legge, previsti da disposizioni di rango legislativo, anche laddove tali proposte emendative rechino norme volte a introdurre ulteriori disposizioni rispetto a quelle di proroga, purché connesse o consequenziali alle medesime disposizioni di proroga, nonché proposte emendative strettamente connesse e consequenziali a disposizioni, diverse da quelle recanti proroghe, previste nel testo del decreto-legge”.

La modifica sul Coni avrebbe previsto il raddoppio delle risorse, da 40 a 80 milioni di euro all’annuo, “per il finanziamento delle spese relative al funzionamento dei propri organismi centrali e periferici e alle proprie attività e funzioni istituzionali” nonché “per la copertura degli oneri relativi alla preparazione olimpica”. L’emendamento chiedeva inoltre che “al finanziamento delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva” si provveda attraverso l’Autorità di Governo competente in materia di sport. Il personale della società Sport e Salute, era poi “trasferito” al Coni, “che succede nella titolarità dei beni sinora facenti capo alla società” e a cui vengono “trasferiti i beni, mobili ed immobili”. Il rischio bocciatura era dato alto già alla vigilia.

Tra le proposte di modifica respinte perchè non strettamente attinenti alle materie oggetto del decreto si trovano quelle relative alla soppressione dell’equiparazione monopattini-biciclette, quelle che modificano la disciplina in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera. Inammissibili anche le proposte di modifica che miravano ad ampliare la platea dei beneficiari della cedolare secca sugli affitti.

Repubblica.it

Share
Share