Terroni caput mundi / Gattuso non fa giocare Lozano, messicani furibondi

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Al grido “vergogna, vergogna£, social scatenati contro il tecnico del Napoli

NAPOLI, GATTUSO NON ESALTA LOZANO E IL MESSICO ESPLODE

(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Gennaro Gattuso (Corigliano Calabro, 9 gennaio 1978) in quattro partite di serie A ha già fatto capire quali sono per lui i titolari e quali altri calciatori perora sono considerati come riserve. In quest’ultimo gruppo giace anche Hirving Lozano, l’acquisto più caro della storia del Napoli, che nella partita con la Lazio è entrato soltanto nei minuti di recupero. In Messico, Lozano – classe ’95 – è un idolo e c’era da aspettarsi una invasione social sugli account del club azzurro da parte dei tifosi messicani, che seguono con passione l’ex PSV e ora i partenopei.

LA RABBIA SOCIAL

“Gattuso fuera, Gattuso out”, sono alcuni degli hashtag lanciati dai supporters messicani contro l’allenatore azzurro (si trova anche un “Vergogna Gattuso”), reo di aver mandato in campo troppo tardi secondo loro – l’attaccante sudamericano. Sono migliaia i messaggi tra Twitter, Facebook e Instagram, tutti contro il tecnico per la gestione di Lozano. “Un insulto Lozano al 91’”, si legge ancora. La rabbia è tanta: in Messico vogliono vedere Lozano titolare. Gennaro Ivan Gattuso da calciatore (centrocampista) ha giocato fino al 2013: nel Perugia, nella Salernitana, nei Rangers, nel Milan (massimo splendore: 335 partite, 9 gol) e nel Sion. In totale 431 partite ufficiali, 13 gol). Con la Nazionale,under 18, under 21, squadra olimpica: 38 partite e 4 gol. Formidabile nella Nazionale maggiore: 73 presenze, 1 gol, campione del mondo nel 2006 (due volte anche campione europeo con le nazionali giovanili). Col Milan i risultati trionfali: dal 1999 al 2012 vince una Coppa Italia (2002-2003), due campionati (2003-2004, 2010-2011), due Supercoppe italiane (2004, 2011), due UEFA Champions League (2002-2003, 2006-2007), due Supercoppe UEFA (2003, 2007)e una Coppa del mondo per club FIFA (2007). E come allenatore: Sion, Palermo, Creta, Pisa, Milan e adesso Napoli. Finora le vittorie mancano, ma Gattuso, detto Ringhio, è molto giovane…

“LA GUERRA È FINITA”, BRILLANO RIONDINO E ISABELLA RAGONESE

Michele Riondino (Taranto, 14 marzo 1979) e Isabella Ragonese
(Palermo, 19 maggio 1981), due splendidi attori, illuminano su Rai Uno “La guerra è finita” di Michele Soavi. Emilia Costantini ha scritto sul Corriere della Sera: «Aprile 1945: è l’alba di una nuova era, di una nuova vita per tutti. Siamo all’indomani della Liberazione e, dai lager nazisti, iniziano a tornare i sopravvissuti. Non solo gli adulti in cerca dei loro cari superstiti, ma anche tanti bambini che hanno perso i loro genitori e verranno accolti da un gruppo di volontari in una tenuta agricola abbandonata. Una storia vera, raccontata ne “La guerra è finita”, la serie in sei puntate, scritta da Sandro Petraglia con la regia di Michele Soavi, in onda su Rai Uno per celebrare il Giorno della memoria il 27 gennaio. Coprodotta da Rai Fiction e
Palomar, vede protagonisti Michele Riondino, nel ruolo di Davide, ebreo ex ingegnere sopravvissuto ai campi di sterminio, e Isabella Ragonese in quello di Giulia, figlia di un imprenditore collaboratore dei nazisti,che si adopera come volontaria per cancellare l’onta paterna. Federico Cesari è nei panni di Gabriel, un ragazzo problematico,tra sofferenza e solitudine.«È un orfano ebreo – spiega l’attore -, già abbandonato dalla madre senza aver mai saputo chi è suo padre. È stato deportato in Germania, ma, dato il suo carattere intraprendente, è riuscito a fuggire, e poi, dopo varie peripezie,è tornato in Italia. Anche lui viene accolto insieme agli altri profughi, ma, non avendo mai avuto punti di riferimento e avendo poi subito soprusi da figure autoritarie, ha difficoltà a inserirsi nel gruppo. Non digerisce le nuove regole imposte dalla convivenza. Gabriel è un impulsivo, abituato a cavarsela sempre da solo. Nonostante la ferite, è dotato di bontà d’animo, e alla fine si riconcilierà con la vita».

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