Reddito di emergenza: i soldi non arriveranno prima di luglio

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Quali saranno i tempi di erogazione del reddito di emergenza? E’ meglio non aspettare i soldi tanto in fretta: non arriveranno prima di luglio. Ricordiamo che l’assegno, calibrato in base all’ampiezza del nucleo famigliare, oscilla tra i 400 e gli 800 euro e dovrà essere richiesto entro giugno. Avrà severi paletti determinati dall’Isee e dal patrimonio famigliare, ma comunque vada, non bisogna aspettarlo prima di luglio.

Quali saranno i tempi di erogazione del reddito di emergenza? E’ meglio non aspettare i soldi tanto in fretta: non arriveranno prima di luglio. Ricordiamo che l’assegno, calibrato in base all’ampiezza del nucleo famigliare, oscilla tra i 400 e gli 800 euro e dovrà essere richiesto entro giugno. Avrà severi paletti determinati dall’Isee e dal patrimonio famigliare, ma comunque vada, non bisogna aspettarlo prima di luglio.

Ricordiamo che al momento tutta la manovra contenuta all’interno del Decreto Rilancio non è ancora attiva. Tutte le coperture previste per le misure messe in campo richiedono ancora tutta una serie di lavori, e al momento la Ragioneria di Stato è ancora al lavoro per mettere il proprio timbro al Decreto. Dopodiché il Presidente della Repubblica potrà controfirmare il documento e provvedere alla pubblicazione. Federico D’Inca, ministro per i rapporti con il Parlamento, è fiducioso ed è sicuro che nelle prossime ore andrà in Gazzetta Ufficiale e diventerà legge.

Reddito di emergenza, ma non solo
La domanda è lecita farla. Ma quando dovrebbe arrivare il reddito di emergenza? O più correttamente dovremmo chiedere quando finalmente ci arriveranno un po’ di soldi per poter pagare tutte le nostre spese? Ribadiamo che al momento il Decreto Rilancio non è ancora operativo. Mancano, bolli e firme necessarie perché il Decreto diventi una legge. Nel frattempo, però, è già partita la macchina organizzativa.

Per far muovere tutto il baraccone del reddito di emergenza di fatto sia l’Inps che l’Agenzia delle Entrate stanno iniziando a muoversi, in modo che la macchina organizzativa sia rodata al più presto. Nel carrozzone delle nuove misure ci sono anche la cassa integrazione, il bonus 600 euro aprile per i lavoratori autonomi che lo hanno ottenuto a marzo. In questo caso il pagamento avverrà in maniera automatica, cambierà invece il meccanismo per i 1.000 euro che saranno riconosciuti a maggio: in questo caso sarà necessario dimostrare di aver registrato un calo del fatturato, ma per avere i dettagli sarà necessario visionare la circolare attuativa dell’Inps.

Sarà invece automatica l’attuazione della cancellazione del saldo e dell’acconto Irap per le partite Iva e per le imprese che abbiano un fatturato fino a 250 milioni di euro. Sarà, invece, necessario attendere la circolare attuativa dell’Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto riconosciuto agli autonomi e alle imprese sotto i 5 milioni di fatturato che hanno visto ridursi di due terzi gli incassi.

Reddito di emergenza: i temi di erogazione
quali potrebbero essere, a questo punto, i tempi di erogazione del reddito di emergenza? Ribadiamo che la domanda per poter ottenere l’assegno dovrà essere presentata entro il mese di giugno. L’assegno, come già più volte annunciato, dovrebbe variare da 400 euro ad 800 euro: a determinarlo sarà l’ampiezza del nucleo famigliare. E’ importante ricordare che sono stati inseriti dei paletti molto severi di Isee e patrimonio.

Iniziamo subito con il fare chiarezza su alcune cose. In un primo momento si pensava che il reddito di emergenza fosse compatibile con il reddito di cittadinanza. Nelle prime bozze del Decreto Rilancio, infatti, si intravedeva la possibilità di accumulare i due sussidi fino ad un massimo di 800 euro mensili (corrispondenti al massimo del reddito di emergenza). Alcune forze della Maggioranza, però, si sono opposte a questa ipotesi, e alla fine si è ritenuto opportuno escludere completamente i percettori del reddito di cittadinanza da quanti potessero beneficiare del Rem.

Visto e considerato che i due sussidi vengono parametrati in maniera diversa per il calcolo dell’importo che verrà versato, paradosalmente potresse essere possibile che a qualcuno convenga maggiormente il reddito di emergenza rispetto a quello di cittadinanza. Per questo motivo molte persone si iniziano a domandare se sia possibile rinunciare a quest’ultimo. Nel momento in cui scriviamo nulla vieterebbe di rinunciare al reddito di cittadinanza per richiedere quello di emergenza, anche come scelta andrebbe ben ponderata. Ricordiamo, infatti, che il reddito di emergenza verrà erogato solo e soltanto per due mesi!!

Reddito di emergenza: i requisiti per richiederlo
Ne abbiamo già scritto in altra sede, ma riteniamo comodo ed opportuno riportare nuovamente qui i requisiti per poter richiedere il reddito di emergenza. I requisiti basilari ed indispensabili per accedervi sono i seguenti:

avere un reddito Isee che non superi i 15mila euro;
non aver incassato negli ultimi due mesi redditi al di sopra della cifra prevista dal beneficio;
non possedere un patrimonio mobiliare superiore a 10000 euro (2000 euro in caso di nucleo familiare cospicuo);
non essere titolari di altre misure di sostegno previste per l’emergenza Covid-19 e del Reddito di Cittadinanza.
Il reddito di emergenza durerà solo e soltanto per due mesi, per aiutare le famiglie ad affrontare l’emergenza del coronavirus. In totale si stima che saranno circa 2 milioni e mezzo le persone a cui sarà erogato.

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