Per ciascun contribuente un rating di affidabilità fiscale

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Per ciascun contribuente un rating di affidabilità fiscale. Tale valutazione verrà costruita sulla base di un percorso a step progressivi utilizzando, quale punto di partenza, il riscontro tra le risultanze dell’anagrafe dei rapporti finanziari – implementata anche delle risultanze dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale – e quelle delle dichiarazioni fiscali presentate dal contribuente. Qualora da questo primo screening emergano incongruenze, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza – congiuntamente o anche separatamente – approfondiranno l’esame della posizione del contribuente attraverso l’incrocio delle informazioni presenti nelle altre banche dati dell’anagrafe tributaria.

È questo il senso della disposizione contenuta nel disegno di legge di bilancio 2020 rubricata «analisi di rischio». Si tratta di una disposizione che deve essere letta in combinazione con altre già in vigore o di prossima attuazione quali, ad esempio, quella contenuta nell’articolo 14 del collegato fiscale (dl 124/2019) che attribuisce, sempre all’Agenzia delle entrate ed alla Guardia di finanza, la possibilità di utilizzare l’intero file XML delle singole fatture elettroniche, eventuali allegati compresi, per le medesime attività di selezione ed analisi del rischio di evasione fiscale. L’enfasi posta dal legislatore nella manovra di bilancio 2020 sul potenziamento delle attività di selezione dei contribuenti ai fini del contrasto all’evasione, risponde ad un’esigenza sempre più pressante per lo Stato: migliorare l’efficacia e l’efficienza dei controlli fiscali. Negli ultimi cinque anni infatti la c.d. «maggiore imposta accertata media» per ogni attività di verifica fiscale ha mostrato una tendenza continua al ribasso. Tornando al contenuto della disposizione della manovra di bilancio dedicata alle analisi del rischio non possono non essere individuati almeno altri tre elementi destinati a diventare, almeno nelle intenzioni del legislatore, dei veri e propri assi portanti nella futura azione di contrasto all’evasione fiscale.

Il primo di questi è l’utilizzo di specifiche tecnologie in grado di facilitare l’individuazione di specifici profili di rischio di evasione. Il riferimento è alle nuove tecnologie informatiche già oggetto di specifica menzione nell’atto di indirizzo delle politiche fiscali di contrasto all’evasione per il triennio 2019-2021 nel decreto ministeriale dello scorso 30 aprile 2019. L’avvento della fatturazione elettronica e la continua implementazione delle informazioni da inviare all’anagrafe tributaria, comportano la necessità di un utilizzo e di un trattamento di tali impressionanti moltitudini di dati, soltanto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche essendo ormai impensabile il ricorso ad attività di tipo analogico. Il secondo elemento che emerge con forza dalla lettura della disposizione in commento è il superamento delle misure di tutela dei dati personali dei contribuenti attraverso l’introduzione di una deroga espressa alla normativa di riferimento (dlgs 196/2003) e il contemporaneo utilizzo di uno pseudonimo (una sorta di ulteriore QR-code) in luogo del codice fiscale del contribuente. Con l’approvazione della manovra 2020 nessun contribuente potrà più esercitare alcuni dei diritti fondamentali in tema di trattamento dei propri dati personali quali l’accesso e la richiesta di informazioni in relazione ad eventuali trattamenti in corso o la richiesta di correzione o eliminazione di dati e di informazioni errate o incomplete. L’inibizione di tali prerogative a favore dei contribuenti sarà giustificata in virtù del fatto che la lotta all’evasione fiscale verrà elevata, come recita la prima parte della norma in commento, al rango di «rilevante obiettivo di interesse pubblico». L’ultimo asse portante delle future azioni di contrasto all’evasione indicato dalla norma in commento riguarda la centralità che viene attribuita all’archivio dei rapporti finanziari. È da tale banca dati, vero e proprio cuore dell’anagrafe tributaria, che partiranno tutte le future attività di analisi e selezione dei contribuenti da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza.

Del resto la delicatezza e l’importanza delle informazioni contenute in tale partizione dell’anagrafe tributaria (finora sottoutilizzata rispetto alle sue potenzialità) non possono non essere considerate di estrema rilevanza ai fini di un primo sintetico giudizio circa l’“affidabilità” fiscale del contribuente.

Andrea Bongi, ItaliaOggi

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