Le mosse di Boris Johnson per far diventare Londra una ‘Singapore sul Tamigi’ (una specie di paradiso fiscale), passano dal nuovo governatore della Bank of England

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La clamorosa vittoria del funanbolico premier Boris Johnson comincia a provocare i primi effetti sul sistema di potere britannico. Johnson ha promesso di trasformare Londra in una “Singapore on Thames”, una Singapore sul Tamigi, con il massimo di deregulation e tasse minime, quasi da “Paradiso fiscale”.Una politica che trasformerebbe la Gran Bretagna in un a sorta di “stato corsaro” a caccia di capitali ed investimenti diretti esteri da attrarre da tutto il mondo e con legami commerciali speciali con gli Stati Uniti di Donald Trump.Una scommessa molto rischiosa.
Intanto si stringono i tempi per sostituire il canadese Mark Carney alla guida della Bank of England. Il successore dovrebbe essere scelto nei prossimi giorni per consentire a Carney di lasciare come previsto il 31 gennaio, ovvero proprio il giorno in calendario per la Brexit e l’inizio dei negoziati commerciali con la Ue.Fra i papabili successori ci sono la direttrice della London School of Economics, Minouche Shafik; il numero uno della Financial Conduct Authority Andrew Bailey; e l’ex della Fed Kevin Warsh.Secondo quanto riportato dal Financial Times, il giornale della City, la pressione sul cancelliere dello scacchiere Sajid Javid è elevata affinché risolva in tempi stretti la partita della nomina. Carney succederà al miliardario Michael Bloomberg, candidato alla presidenza Usa, all’inizio del 2020 come inviato speciale delle Nazioni Unite per il clima.

Le previsioni di Blackrock

La vittoria dei Conservatori ha provocato le reazioni della banche e dei fondi di investimento. Dopo la netta vittoria dei conservatori nelle elezioni di ieri nel Regno Unito “la sterlina e i titoli britannici focalizzati sul mercato interno dovrebbero beneficiare di una maggiore certezza politica dopo quattro anni di scontri sulla Brexit con i rendimenti obbligazionari in risalita alla luce di una prospettiva di crescita più forte e delle aspettative di stimolo fiscale”. E’ la valutazione del colosso della gestione del risparmio mondiale Blackrock in un commento diffuso dopo il risultato elettorale che dovrebbe – si sottolinea – assicurare al Regno Unito “un periodo di relativa stabilità politica per la prima volta nell’ultimo decennio”. Ricordando come Johnson escluda la volontà di allungare i tempi della Brexit, Blackrock, come altre banche d’investimento, segnala come “il negoziato su un accordo commerciale con l’UE sarà difficile e potrebbe richiedere molti mesi”. Il gruppo spiega di attendersi un ritorno di “flussi di capitale e credito verso il Regno Unito ora che alcune incertezze sulla Brexit sono state rimosse” ma anche “una pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli a causa di cambiamenti nelle aspettative sulla politica monetaria, preoccupazioni sugli stimoli fiscali e migliori prospettive di crescita”.
“Lo stimolo fiscale a medio termine probabilmente aiuterà la ripresa dell’economia del Regno Unito anche se “- spiega Blackrock – “non vediamo un ritorno ai livelli di crescita pre-Brexit per un’economia che ha registrato una crescita persistentemente debole e una maggiore inflazione dal referendum del 2016. La Banca d’Inghilterra probabilmente manterrà i tassi ufficiali fermi in attesa che il governo nomini un successore del governatore Mark Carney all’inizio del 2020″. La vera scommessa politica del Johnson2 sarà se Londra riuscirà a restare e in che forma nel mercato unico e nell’unione doganale.

Vittorio Da Rold, Business Insider Italia

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