Spegnere l’incendio prima che sia tardi

Share

Mezzogiorno di fuoco e Nord in panne. Popolare di Bari, Ilva di Taranto e Alitalia: il modello del Mediocredito Centrale come soggetto pubblico di mercato per il salvataggio della banca pugliese si ripeta per acciaio e compagnia di bandiera, fare infrastrutture al Sud e ricostituire i campioni nazionali

(di Roberto Napoletano per Il Quotidiano del Sud) Popolare di Bari, Ilva di Taranto, Alitalia, viene giù tutto in una nuvola dove i vizi italiani privati, politici e di sistema si mescolano pericolosamente. I detriti pari a quelli di una terza guerra mondiale persa con le due Grandi Crisi, camarille velenose, storture giudiziarie, colpe gravi e pregiudizi storici. Brescia, Bergamo, Brianza, è bastato un colpo di tosse prolungato in Germania, determinato dai dazi americani e dal rigorismo miope tedesco, per fare cadere come birilli i (finti) miti della manifattura del Nord dove predominano i contoterzisti e anche le eccellenze (esistono) sono accerchiate da crisi tedesca e ritardo italiano.

Per soprammercato (insopportabile) siamo costretti a assistere alle scene di ordinario analfabetismo pentastellato di governo. La solita litania di balletti populisti. Hanno portato l’Italia sulla soglia di una crisi sistemica bancaria da inesistente rischio sistemico per accanimento politico nei confronti della famiglia Boschi e di una banca (Etruria) che vale meno dello 0,1% della massa amministrata nazionale. Lo hanno fatto sotto Natale, ma del 2015, dai banchi dell’opposizione. Ora ci riprovano nel dicembre del 2019, sempre sotto Natale, con la Banca Popolare di Bari, pensando di essere all’opposizione mentre sono al governo.

L’incendio permanente della Lega, sempre più popolare nei sondaggi, accende falò sotto i risparmi degli italiani con la spregiudicatezza di un fochista professionale che ha metodo e non saltando nessuna delle stazioni italiane della paura. Per cui se parli del Meccanismo europeo di stabilità lo fai per raccontare che i soldi degli italiani serviranno a salvare le banche tedesche e se dici che la Popolare di Bari va salvata perché se no salta la Puglia, cosa di assoluto buon senso, chiedi ovviamente un comitato di salvezza nazionale per sbrigare la pratica e andare al voto. Mai, mai una volta, che ci si occupi di cose serie senza pensare di lucrare consenso – vizio purtroppo diffuso – in una ipotetica urna che non risolve nessuno dei problemi ma è la stella polare di tutti i comportamenti.

Il merito dell’ultima questione, che è quella bancaria, ci dice che si vuole mettere in campo un operatore di mercato pubblico (Mediocredito Centrale) e è esattamente quello che si dovrebbe fare con società di capitale pubblico di mercato di lungo termine sia per l’Ilva di Taranto che per la compagnia di bandiera, Alitalia. Come nel caso di Mediocredito si abbia cura di affidare la guida di questi soggetti a uomini di impresa con visione industriale e capacità operativa.

Non è tollerabile che ciò che è valso per Carige non debba valere per Popolare di Bari, il dualismo territoriale anche nei salvataggi sgomenta. Così come è ovvio e altrettanto non tollerabile che non si faccia chiarezza su tutte le responsabilità senza riguardi di sorta. Prima, però, quando la casa brucia, bisogna spegnere l’incendio, lo capisce anche il più giovane degli studenti di economia. Non c’è nulla di più grave del contagio della sfiducia.

Così come al Nord prima che la crisi tedesca continui a falcidiare commesse, aziende e posti di lavoro, bisogna tornare a ragionare in termini di sistema Paese. È interesse soprattutto delle aree produttive più forti che si riprenda il cammino interrotto di investimenti pubblici in infrastrutture di sviluppo nelle regioni meridionali e si recuperi il filo di uno Stato imprenditore nazionale con manager industrialisti che ripercorrano da qui ai prossimi venti anni il cammino voluto da uomini politici come De Gasperi e Fanfani negli anni del centrismo e del primo centrosinistra che rappresentano le stagioni d’oro dell’Italia repubblicana.

Abbiamo bisogno di quella visione politica e di persone competenti. Come classe dirigente di squadre non ne abbiamo due, ma a malapena una. Cerchiamoli, se necessario, con il lanternino. Affidiamoci a loro.

Share
Share