Contrabbando di sigarette, persi 730 milioni di euro

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Solo nel 2018, in Italia, ci sono stati mancati introiti nelle casse dello Stato (in termini di Iva e accise) di circa 730 milioni di euro e di oltre 10 miliardi di euro su scala Ue. Sono questi i dati presentati giovedì scorso nel corso del convegno promosso a Roma da British American Tobacco Italia, dal titolo «Flussi, rotte e luoghi del contrabbando di sigarette», al quale sono intervenuti anche il senatore Vincenzo Presutto e il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, Gabriele Failla. Dal mercato illegale, secondo lo studio condotto dall’Università di Trento e da Intellegit e con il contributo di Bat Italia, i pacchetti di contrabbando in Italia provengono principalmente dal canale duty free (circa il 40%).

Il fenomeno è particolarmente radicato in alcune aree del Paese, specialmente al sud. La città più colpita è Napoli, dove circa un pacchetto su 4 è di origine illecita. Al secondo posto Trieste (poco oltre il 20%), in virtù della vicinanza con il confine con la Slovenia in cui un pacchetto costa in media 1,25 euro in meno rispetto all’Italia. A seguire Casoria (20% circa), Torre del Greco e Giugliano in Campania. Il convegno è stata anche l’occasione per presentare Combat, una app donata da Bat Italia alla Guardia di finanza di Napoli che permetterà alle forze dell’ordine di identificare, catalogare, trovare, raccogliere e condividere ogni informazione utile relativa a questa tipologia di pacchetti di contrabbando. Infine, British American Tobacco Italia ha consegnato al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli 5 autovetture, nel quadro della collaborazione tra Bat e le forze dell’ordine, avviata nel 2015 e che al 2021 prevede la donazione complessiva di 35 auto.

«Grazie allo straordinario lavoro delle forze dell’ordine e alle politiche equilibrate del regolatore, il contrabbando di sigarette in Italia oggi non raggiunge i livelli di Grecia (24%), Irlanda (21%) o Inghilterra (20%) ma si assesta su livelli più bassi, ovvero tra il 5 e il 7%», ha dichiarato Roberta Palazzetti, presidente e amministratore delegato di Bat Italia. «Purtroppo però le ultime rilevazioni confermano ancora una volta come si tratti di un fenomeno che reagisce in modo immediato agli incrementi di prezzo sul mercato legale delle sigarette. Sarebbe opportuno soddisfare l’esigenza di aumentare e stabilizzare il gettito del settore anche attraverso una maggior tassazione sui prodotti a tabacco riscaldato».

ItaliaOggi

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