Ferrovie dello Stato festeggia i primi 10 anni di alta velocità

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Sono le infrastrutture che fanno crescere e funzionare un Paese; due lustri sono un buon punto di partenza, i numeri lo confermano, ma ora bisogna continuare perché c’è ancora tanto da fare. Non c’è dubbio, l’Italia, nel 2009, con l’avvio dell’Alta Velocità ferroviaria, si è proiettata nel futuro ed in soli 10 anni, non solo ha colmato il gap che la divideva da altri Paesi ma si è, oggi, posizionata ai primissimi posti, tanto da esportare Tecnologia e Infrastrutture.

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è un grandissimo gruppo e, forse, per molti dei presenti all’evento di ieri presso lo Scalo di San Lorenzo (a Roma) questa grandezza era perlopiù sconosciuta; gli interventi che si sono succeduti nel corso della serata hanno fornito le reali dimensioni in termini di capacità ingegneristica e dimensione aziendale.
Il Presidente, Gianluigi Castelli, in qualche modo, nel corso della serata, ha ricoperto, percorrendo gli ultimi anni del Gruppo, un ruolo politico e non poteva essere altrimenti visto che, per le sue dimensioni, l’azienda FS è parte dominante di quello che oggi viene definito “Sistema Paese”.

Gianfranco Battisti, dal dal 31 luglio 2018 amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., dopo aver espresso gratitudine nei confronti dell’Ing. Mauro Moretti (amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane dal 2006 al 2014, sotto la cui gestione si è avviata l’Alta Velocità di FS) ha snocciolato una serie interessantissima di dati che qui di seguito andremo a sintetizzare utilizzando il testo del comunicato emesso da FS.

“Trecentocinquanta milioni di viaggiatori in 10 anni, 380 milioni di chilometri percorsi e oltre 80 città collegate, nel 2019, con una flotta di 144 Frecce”. Cinque nuove stazioni alta velocità progettate da archistar, 500mila posti di lavoro creati fra il 1998 e il 2018.
E soprattutto la sostenibilità ambientale: 20 milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica emessi in atmosfera fra il 2008 e il 2018, grazie allo shift modale dall’auto privata e dall’aereo verso il treno, mezzo ecologico per eccellenza.

Sono alcuni tra i più importanti risultati ottenuti dal sistema Alta Velocità ferroviario italiano dalla nascita del Frecciarossa 10 anni fa.
L’alta velocità ferroviaria italiana ha rivoluzionato lo stile di vita delle persone e la mobilità in Italia.
Ha ridotto le distanze, accorciando il Paese e avvicinando i cittadini.
Nel 2018, ogni persona che ha viaggiato su un treno AV ha risparmiato mediamente un’ora al giorno, rispetto a un viaggio con le stesse destinazioni fatto nel 2005. Complessivamente sono state 18,5 milioni le ore risparmiate in 10 anni.
L’Alta Velocità italiana in questi 10 anni è diventato un modello che il Gruppo FS Italiane sta esportando in tutto il mondo.
A partire dalla Gran Bretagna dove Trenitalia, tramite la controllata Trenitalia UK, dall’8 dicembre gestirà i servizi InterCity da Londra a Glasgow/Edimburgo (Avanti West Coast), la linea ferroviaria principale del Regno Unito.

In Spagna il consorzio Ilsa, composto da Trenitalia e Air Nostrum, è stato selezionato da ADIF, il gestore dell’infrastruttura spagnola, come primo operatore privato ad accedere al mercato iberico.
Il consorzio, per 10 anni, offrirà collegamenti alta velocità Madrid – Barcellona, Madrid – Valencia/Alicante e Madrid – Malaga/Siviglia.
In Francia sono in corso i test per il collegamento internazionale alta velocità Milano – Parigi con il Frecciarossa 1000. L’inizio del servizio è previsto per il prossimo anno.
In Thailandia il Gruppo FS Italiane si è aggiudicato il progetto High Speed Rail Linking 3 Airports, gestione e manutenzione di infrastruttura, flotta treni, stazioni e depositi della linea ferroviaria alta velocità che collegherà i tre principali aeroporti del Paese.

I mercati internazionali riconoscono i risultati che, in 10 anni, il sistema Alta Velocità ha ottenuto in Italia producendo effetti tangibili per l’economia. I 32 miliardi di investimenti il sistema rete AV hanno avuto un’incidenza annua media sul PIL dello 0,15%, fra il 1998 e il 2018.
L’AV da un lato ha cambiato il concetto di viaggio consentendo la nascita di un nuovo pendolarismo, dall’altro ha dato il via alla rigenerazione dei grandi centri urbani. E soprattutto, riducendo le emissioni di CO2 di 20 milioni di tonnellate, ha creato importanti benefici per la sostenibilità ambientale, uno dei pilastri del Piano industriale del Gruppo FS Italiane 2019-2023.
Il Frecciarossa 1000 di Trenitalia è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale perché costruito con materiale la cui percentuale di riciclabilità è vicina al 100%. In 10 anni sono raddoppiati i chilometri percorsi dai collegamenti ferroviari, da 35 a 70 milioni.
Le stazioni dell’Alta Velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Con Torino Porta Susa, Milano Centrale, Reggio Emilia AV Mediopadana, Bologna Centrale AV, Roma Tiburtina e Napoli Afragola è stato ridefinito anche il concept di stazione. Non più solo luoghi di passaggio dove iniziare e finire un viaggio ma una vera e propria piazza urbana dove incontrarsi, fare acquisti, riappropriarsi del proprio tempo”.

Gianfranco Battisti nel corso del suo intervento ha voluto, in particolare, ringraziare tutti gli 81000 dipendenti del Gruppo perchè, ha ribadito, è grazie al loro impegno se sono stati raggiunti gli attuali risultati e se si raggiungeranno gli ulteriori ambiziosi obiettivi per i quali si sta lavorando senza sosta .. perchè il futuro è già oggi.

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