Terroni caput mundi / Il cinema volge sempre più al Mezzogiorno

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Il successo annunciato di “La Terra degli Ultimi” e “Nati 2 Volte”

ASPROMONTE, DI CALOPRESTI RACCONTA LA TERRA NEGLETTA

(di Cesare Lanza per Il QUotidiano del Sud) Aspromonte. “La terra degli ultimi” di Mimmo Calopresti (Polistena, Reggio Calabria, 4 gennaio 1955) con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi e Sergio Rubini. La Repubblica ha scritto: «Ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Giulia, la nuova maestra elementare,viene dal Nord, e vuole insegnare l’italiano: “Se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese “italiano”…».

NATI DUE VOLTE, ESSERE DONNA, DIVENTARE UOMO E VICEVERSA

“Nati 2 volte”di Pierluigi Di Lallo, (Chieti, Abruzzo) con Fabio Troiano, Euridice Axen e Marco Palvetti. Francesca Angeleri ha scritto sul Corriere della Sera: «Dove nascono violenza e pregiudizio? Spesso dall’invidia e dall’incapacità di comprendere la felicità altrui». «Le persone che ho incontrato durante le riprese e che avevano fatto una
transizione sprizzavano gioia da tutti i pori. Sono nate due volte e non si lasciano sfuggire l’occasione di essere felici. È terrificante vedere come la società sia piena di gente che rosica per questo». Fabio Troiano interpreta il ruolo principale del secondo film di Pierluigi Di Lallo. Troiano è Maurizio, che, dopo 25 anni, ritorna nel paese natale, dal quale era scappato con i genitori (Francesco Pannofino e Daniela Giordano) alla volta di Milano, dove la piccola Teresa che lui era intraprese il percorso di transizione per diventare uomo. È una pellicola leggera che affronta temi delicati, «è stato stimolante interpretare questo personaggio – continua Fabio -. Ho avuto la fortuna di potermi confrontare sul set con Vittoria Schisano (Pomigliano d’Arco, 11 novembre 1983) che ha affrontato questo cammino. Mi sono documentato molto. Ingenuamente, all’inizio mi chiedevo come una donna che diventasse uomo potesse avere delle fattezze come le mie. Ho avuto la prova di quanto mi potessi sbagliare. Ho compreso quanto faticoso possa essere questo passaggio esistenziale, ch dura almeno dieci anni, e quanto, anche, implichi coraggio e voglia di vivere. Caratteristiche che mancano a chi alimenta l’odio verso queste persone». ‘Nati 2 volte’ mostra allo spettatore molte tendenze italiane come il provincialismo, la burocrazia, le “pruderie” nelle quali Maurizio è costretto a muoversi, come se ancora corresse quel 1989 in cui Teresa venne trascinata via dal padre terrorizzato dalla vergogna. «Mi stranisco sempre quando vedo la gente turbata da un modo di essere diverso dal suo. Il cinema in questo è un anfratto emancipato dove l’unica cosa che conta è raccontare storie.Ognuno è libero di essere e fare ciò che vuole». C’è una scena del film che lo ha messo particolarmente in discussione: «Quando il protagonista, innamorato di una ragazza, si trova a un certo punto aletto con lei che gli domanda: ‘Ma voi come fate l’amore?’. Il sesso è una fase complicata per chi affronta una transizione, ma è talmente forte l’esigenza di cambiare quel corpo in cui non ci si riconosce che molti sono stati pronti a sacrificare anche il piacere fisico»

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