Telepass, dal casello alle polizze

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Lo dice abbassando la voce: «sfioriamo i trent’anni: siamo la più vecchia fintech italiana». Gabriele Benedetto, amministratore delegato di Telepass, società del gruppo Atlantia, holding della famiglia Benetton, si trova da tre anni a capo di una società che, improvvisamente, realizza di possedere una tecnologia capace di cambiare il tradizionale sistema dei pagamenti utilizzato dagli italiani e in altri tredici paesi europei. Arrivando molto oltre l’utilizzo del contante o delle carte di debito o di credito, fino a cambiare i comportamenti, le abitudini.

Telepass non è più solo quello scatolotto grigio da applicare al parabrezza dell’auto che apparve per la prima volta in occasione dei Mondiali di calcio del 1990. La società si è evoluta attraverso una app e se fino a ieri si limitava a governare i pagamenti tra le concessionarie autostradali e 11 milioni di conti correnti italiani, oggi offre molto di più. «Big data offre straordinarie opportunità di servizio. E noi le stiamo declinando a favore dei nostri clienti – dice Benedetto –. Il pedaggio autostradale è stato il punto di aggancio, ma oggi possiamo offrire i servizi di pagamento del parcheggio, del bollo dell’auto, possiamo organizzare la revisione del veicolo prima che scadano i quattro anni dalla messa su strada, ci possiamo occupare di assicurazioni, soprattutto delle cosiddette micro instant insurance, legate ai pericoli di un week end sulla neve o a un lungo viaggio di trasferimento».

Da grigio scatolotto Telepass sta completando la propria mutazione che trasformerà la società in una platform industry dedicata alla mobilità, che già consente il pagamento dei biglietti di Trenitalia come di Italo, salda il conto del taxi e organizza anche il lavaggio dell’auto mentre questa è parcheggiata in strada, grazie a un accordo a Milano con Wash-out, la start up specializzata nel lavaggio a secco di vetture e scooter.

«Finora – spiega Benedetto – abbiamo solamente grattato la ruggine, ci sono molte cose da fare. Ma questa è una società solida, che ha fatto propria una cultura della gestione del rischio di credito che ha attirato molto interesse verso il nostro business». Il riferimento è al progetto di apertura del capitale, oggi interamente in portafoglio ad Atlantia. Lo scorso mese di ottobre si interruppe un processo di cessione di una quota di minoranza che vedeva l’interesse di Fsi-Sia-Generali, Warburg Pincus, Partners group e Apax partners. Oggi il dialogo potrebbe riaprirsi ed entro la fine dell’anno potrebbero arrivare nuove offerte. Il tema è liquidato rapidamente da Benedetto («sono domande da porre all’azionista»), anche se rimane la sensazione che un certo tipo di percorso sia stato avviato, che i fondi di investimento siano per loro stessa natura interessati alle società che crescono e che una opzione di questo genere potrebbe avere come naturale way out di medio periodo la quotazione in Borsa.

L’evoluzione a tre anni è invece nel radar di Benedetto: «Credo che i nostri ricavi da pedaggio, che oggi pesano per circa il 70 per cento del totale siano destinati a ridursi percentualmente per la contemporanea crescita delle altre voci di ricavo che salgono, attualmente, in double digit. Quindi avremo un riequilibrio delle fonti di ricavo e una evoluzione da operatore della mobilità a Data company, con un marcato interesse, mi sento di anticipare, verso il mondo dell’«insurtech».

L’attenzione al mondo dei servizi finanziari da parte di Telepass è confermato dall’accordo con Bnl del gruppo BnpParibas. È nata una carta ricaricabile appoggiata a una app dedicata che consente pagamenti in mobilità con grande facilità di accesso ed elevati livelli di sicurezza e che da maggio ha raccolto l’interesse di 65 mila nuovi clienti.

Si tratta di una soluzione, pensata per clienti individual e business. per pagare in mobilità, non solo l’autostrada, ma anche altri servizi (con emissione di fattura elettronica) come: rifornimento di carburante lungo le tratte autostradali, e-commerce, taxi, parcheggi (strisce blu), bollo auto, mezzi pubblici (per ora Milano Atm e a breve Roma Atac) e nei prossimi mesi anche car sharing e noleggio monopattini elettrici urbani.

corriere.it

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