Arnault aumenta l’offerta e si prende le gioiellerie Tiffany

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Nozze di lusso sulla Quinta avenue. Dopo un mese di trattative Lvmh e Tiffany sono vicine a un accordo grazie a un rilancio sul prezzo messo sul piatto dal gruppo guidato da Bernard Arnault. Il quale, riferisce il Financial Times, avrebbe portato a 135 dollari ad azione l’offerta partita a fine ottobre da 120 dollari e già salita a 130 il 21 novembre. Il colosso francese del lusso, che ha un maxi-store proprio sulla Quinta Avenue potrebbe aggiudicarsi uno dei marchi più noti della gioielleria internazionale, reso letteralmente mitico negli anni Sessanta da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” ambientato nell’omonimo negozio sempre sulla Fifth, nel cuore di Manhattan.

Acquistare Tiffany consentirebbe all’impero di Louis Vuitton di diversificarsi ulteriormente aumentando la sua attività nel comparto dei gioielli, uno dei settori a più forte crescita sul mercato del lusso. Con i suoi 300 punti vendita a livello globale, Tiffany è uno dei maggiori gioiellieri al mondo insieme a Cartier e Bulgari, quest’utimo già parte di Arnault. L’interesse di Lvmh per gli Stati Uniti è noto ormai da tempo ed è stato confermato con l’apertura in Texas di un stabilimento nel mese di ottobre, alla presenza di Donald Trump e di sua figlia Ivanka. Con i suoi 4 miliardi di ricavi l’anno, Tiffany ha sofferto negli ultimi anni la concorrenza dei principali competitor.

Dopo numerosi ricambi al vertice e dopo aver visto i titoli crollare fino a 60 dollari per azione (meno della metà di quanto messo ora sul piatto da Lvmh), il colosso dei gioielli sta ritrovando spinta sotto la guida del numero uno italiano Alessandro Bogoglio, arrivato nel 2017.

Francesco Semprini, La Stampa

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