Professionisti e autonomi, più leggero l’acconto di novembre

Share

Taglio dell’acconto fiscale per professionisti e autonomi con partita Iva. Il versamento della seconda rata di acconto, in scadenza il prossimo 2 dicembre, dovrà infatti essere ricalcolato sulla base delle disposizioni del Decreto fiscale, che ha ridotto l’importo della rata dal 60 per cento al 50 per cento dell’ammontare delle imposte pagate a giugno. Ecco tutte le indicazioni dell’Agenzia delle entrate.

Chi potrà pagare una rata ridotta

Le novità riguardano tutti contribuenti per i quali era stata disposta la proroga dei versamenti dal 30 giugno al 30 settembre. Si tratta cioè dei professionisti e dei lavoratori autonomi che esercitano, anche in forma di impresa, attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa (Indici di affidabilità fiscale) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito dal relativo decreto ministeriale. Rientrano in questa categoria anche i contribuenti forfettari. Nessun cambiamento, invece, per chi non ha una partita Iva che non potrà perciò usufruire di rduzioni. 

Il taglio su tutte le imposte dovute

Il taglio dell’acconto per professionisti e autonomi è ad ampio raggio, in quanto si riferisce a tutte le tutte le imposte dovute, anche sui redditi non derivanti dall’attività. Non solo Irpef, Ires, Irap, e tassa piatta per il regime forfettario, ma taglio dell’acconto anche per la cedolare secca sui canoni da locazione, e per Ivie (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) e Ivafe (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero).

Sistema a regime dal 2020

Quanto ai conteggi, per tutti gli interessati il Dl fiscale ha stabilito che gli acconti dovuti vanno versati in due rate del 50 per cento ciascuna una a giugno e l’altra, come sempre, a novembre, e non più in due rate dal 40 per cento e 60 per cento ciascuna. Quindi poiché le novità si applicano dall’acconto di novembre, di fatto si avrà un risparmio del 10 per cento delle imposte da versare quest’anno, rispetto a quanto era stato programmato, poiché a fine 2019 il versamento totale ammonterà al 90 per cento del dovuto. Allo stesso modo chi non era tenuto al versamento della prima rata dovrà effettuare, invece, un unico versamento nella misura del 90 per cento. A partire dal 2020, poi, il sistema andrà a regime, per cui l’ammontare dell’acconto in base d’anno sarà sempre del 100 per cento, ma con una rata più alta a giugno rispetto al passato.

Antonella Donati, Repubblica.it

Share
Share