Bankitalia, in Basilicata crescita diminuita in primi 9 mesi del 2019

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Dopo la lieve crescita registrata nel 2018, nei primi nove mesi di quest’anno la dinamica dell’attività economica in Basilicata è divenuta lievemente negativa”. E’ la fotografia scattata  dalla Banca d’Italia  attraverso l’aggiornamento congiunturale dell’analisi dedicata alla economia della regione. Il documento è stato presentato stamani, a Potenza, dal direttore della filiale, Carmelo Salvatore Brunetto, dal coordinatore del rapporto, Vincenzo Mariani, e dal responsabile dell’ufficio analisi e ricerca economica della sede di Bari, Maurizio Lozzi. Il fatturato delle imprese manifatturiere – si legge nel documento- è nel “complesso diminuito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per effetto dell’andamento del comparto autoveicoli, che ha risentito del forte calo della domanda”. L’andamento negativo dell’automotive si è tradotto in “un’intensa flessione delle esportazioni”, cui ha contribuito anche il calo di altri rilevanti comparti dell’export regionale. Nell’estrattivo la produzione di petrolio e gas naturale “è tornata a ridursi”. Nel settore delle costruzioni la fase ciclica resta debole: il recupero delle compravendite di abitazioni è ancora insufficiente a sospingere l’attività produttiva e i segnali di crescita del comparto sono concentrati nel Materano. L’andamento nei servizi è stato sostenuto dall’ulteriore crescita dei flussi turistici, soprattutto di stranieri; la dinamica delle presenze a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, si è ulteriormente rafforzata. Nella media del primo semestre del 2019 l’occupazione in Basilicata “è tornata a crescere in misura contenuta, beneficiando dell’andamento positivo di agricoltura e servizi”. Nelle costruzioni e nell’industria in senso stretto il numero di occupati si “è invece ridotto”; al calo si è associato un forte aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione, attribuibile in larga misura al comparto autoveicoli. Il tasso di disoccupazione “è ulteriormente diminuito”. Nel primo semestre dell’anno il credito in regione “è aumentato in misura inferiore rispetto alla fine dell’anno precedente”. Al rallentamento ha contribuito l’andamento dei prestiti alle imprese, che “è divenuto lievemente negativo per quelle di minori dimensioni. I finanziamenti alle famiglie hanno continuato a crescere, beneficiando della dinamica dei mutui e soprattutto di quella del credito al consumo”. Il tasso di deterioramento del credito “è rimasto sui livelli della fine dello scorso anno, più elevati rispetto alla media nazionale, ma inferiori al periodo precedente alla crisi”.

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