E’ il momento d’oro degli smart speaker, con tanti saluti alla privacy e alla sicurezza

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Una crescita che al momento appare inarrestabile, quella degli smart speaker nelle case di tutto il mondo. Gli altoparlanti con assistente vocale – in grado di riprodurre musica, eseguire comandi e rispondere alle domande – hanno fatto registrare un +44,9% nel terzo trimestre, quando nel mondo ne sono stati consegnati 28,6 milioni di unità. Entro fine anno saranno installati in più di 200 milioni di abitazioni, con un pervasività che però, come sempre quando si parla di gadget connessi, va di passo con il rischio di essere registrati, spiati e anche derubati.

A tratteggiare con i numeri il fenomeno degli smart speaker sono i ricercatori di Canalys, che certificano il record di Amazon. Da luglio a settembre, la compagnia di Jeff Bezos ha superato per la prima volta la soglia dei 10 milioni, con 10,4 milioni di speaker Echo messi in commercio (+65,9%). Amazon è così arrivata a detenere oltre un terzo (36,6%) del mercato mondiale. Dietro al colosso di Seattle il podio è composto da due aziende cinesi, in un settore – quello degli altoparlanti con assistente vocale integrato – diviso geograficamente in due: in Occidente gli speaker d’origine americana e di madrelingua inglese; in Oriente gli altoparlanti “made in China”. Alibaba (l’omologo cinese di Amazon) mantiene la seconda posizione con 3,9 milioni di speaker (+77,6%), mentre Baidu ruba il terzo posto a Google grazie a una crescita del 290%, a quota 3,7 milioni. Google scivola quindi in quarta posizione, per via di un calo del 40% a 3,5 milioni di speaker. Al quinto posto c’è la cinese Xiaomi, mentre Apple continua e restare fuori dal quintetto di testa.

Gli altoparlanti di Amazon, leader del mercato, hanno “a bordo” Alexa, che più volte è stata accusata di registrare e trascrivere le conversazioni con gli utenti, violandone la privacy. La compagnia ha offerto rassicurazioni sulla riservatezza, spiegando di annotare solo un numero “estremamente minimo” di conversazioni con l’unico scopo migliorare l’assistente vocale. Una pratica analoga è stata ammessa anche da Apple. E la registrazione delle conversazioni è proprio ciò su cui puntano in questi giorni le autorità americane per risolvere un caso di omicidio in Florida: Alexa potrebbe essere l’unica testimone della morte di una giovane donna nel suo appartamento.

I rischi per la privacy degli utenti, e per il furto di dati sensibili, non derivano solo dagli speaker in sé, ma anche e soprattutto dalle applicazioni di sviluppatori esterni che scarichiamo negli altoparlanti, perché anche le app “hanno orecchie”. Lo ha dimostrato il mese scorso una società tedesca di sicurezza informatica, la Security Research Labs, che ha creato app-spia per i dispositivi di Google e Amazon in grado di spiare gli utenti e rubare password.  Il pericolo è tanto più grande – se non si usano accortezze – quanto più si estende la platea dei fruitori. Secondo Canalys, alla fine del 2019 ci saranno 208 milioni di smart speaker attivi nel mondo, mentre i ricercatori di Strategy Analytics ritengono che a fine anno gli altoparlanti saranno in 260 milioni di case. L’incidenza più elevata sarà negli Stati Uniti: qui gli speaker saranno presenti in oltre la metà delle abitazioni.

Repubblica.it

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