Comuni a rischio paralisi, metà senza segretario: sedi senza titolare sono 1.729

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Piccoli comuni sempre più a rischio. Minacciati da un progressivo spopolamento e da una crescente mancanza di servizi, basta pensare alla connessione internet e alla banda larga che arrivano con grande difficoltà, ora si ritrovano a dover fare i conti sempre più spesso con la mancanza del segretario, il dirigente pubblico che guida l’amministrazione. Le sedi senza un titolare sono 1.729 sulle 4mila negli enti sotto i diecimila abitanti. Considerando che ognuna riunisce spesso più di un piccolo municipio, anche con poche centinaia di abitanti, si stima che praticamente un comune su due dei quasi 8mila totali sia scoperto. Con alcune regioni come l’Abruzzo in cui si arriva a quasi due su tre. E con i pensionamenti anticipati con Quota 100 la situazione è destinata a peggiorare.

«Per far funzionare un ente locale occorre un segretario comunale e oggi mancano – ha denunciato alla Camera il deputato di Italia Viva, Cosimo Maria Ferri -. C’è una grande emergenza e dobbiamo intervenire per dare una risposta. Il segretario comunale oggi è essenziale quindi chiediamo di porre fine a questa emergenza».

A evidenziare il problema erano già state l’Anci e l’Upi, le associazioni che riuniscono i comuni e le province, con una lettera inviata l’estate scorsa al precedente governo a guida 5 stelle-Lega. Nel documento si parlava di una «grave carenza» di segretari comunali, soprattutto di “fascia C”, quelli abilitati per le amministrazioni più piccole, sotto i 3mila abitanti. «È di tutta evidenza – sottolineano le due organizzazioni – che i nuovi ingressi nell’Albo professionale non saranno in grado di soddisfare, se non in minima parte, il fabbisogno delle sedi oggi vacanti, con il rischio serio e concreto di una paralisi dell’attività amministrativa e di messa in discussione del ruolo stesso dei segretari comunali».

IlMessaggero

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