Unione Nazionale Consumatori: Bolzano resta la città più cara d’italia. Bari, al secondo posto

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L’Istat ha reso noti oggi i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’oramai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, non solo rispetto all’inesistente famiglia tipo, da 2,4 componenti, ma anche per la famiglia di 3 persone, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care  in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione dell’1,1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 382 euro (331 per la famiglia tipo). Al secondo posto Bari, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia di 3 componenti, pari a 258 euro (208 per la famiglia tipo), terza Modena, dove l’inflazione a +0,7%, comporta una spesa supplementare pari a 256 euro (195 per la famiglia tipo). Le città più convenienti sono, invece, addirittura in deflazione, ben 9. Al primo posto della città più risparmiose Parma, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,4% genera un risparmio annuo di 146 euro (112 per la famiglia tipo). Al secondo posto Ancona (-0,3%, pari a -84 euro, -67 per fam. tipo) e al terzo Aosta, -0,2%, con un ribasso del costo della vita pari a 73 euro (-58 euro per la famiglia tipo).   In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, si conferma la Liguria, che, pur avendo un’inflazione minore rispetto alla Puglia, +0,5% contro +0,6%, registra, per una famiglia di 3 componenti, una batosta pari a 152 euro su base annua (115 euro per famiglia tipo). Segue la Puglia, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,6%, il più alto, implica un’impennata del costo della vita pari a 147 euro (117 per fam. tipo), terzo il Trentino, dove per via dell’inflazione a +0,4%, si ha un salasso annuo di 125 euro (106 per fam. tipo). Tre regioni sono addirittura in deflazione: la Valle d’Aosta, dove il ribasso dei prezzi dello 0,2% si traduce in un risparmio annuo di spesa pari a 73 euro, il Friuli e la Sardegna, con una riduzione dei prezzi dello 0,1% ed una minor spesa, rispettivamente, di 29 e di 23 euro. 

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