Rapporto Ocse: ecco il ritratto negativo della gestione pubblica dell’Italia

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Sono 36 i Paesi che aderiscono all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). E tra questi 36 non siamo certo i primi in termini di conti pubblici, investimenti e soddisfazione dei cittadini. Anzi, tutt’altro.

Il ritratto

La situazione, che possiamo definire abbastanza negativa, ci viene descritta dall’ultimo rapporto Ocse «Uno sguardo al governo» che passando ai raggi X la gestione pubblica, riserva all’Italia il terzo posto (a partire dal fondo!) riguardo al debito a livello mondiale, pari a al 152,9% nel 2017 e al 148% nel 2018, in base ai criteri Ocse (più ampi di quelli di Maastricht). Magra consolazione, dietro di noi ci sono Giappone e Grecia rispetto a una media dei Paesi industrializzati del 110% . Estonia (13%) e Cile (30%) in testa.
La situazione non cambia, e dunque sempre in terza posizione, per quanto riguarda il peso del debito pubblico. Si parla di 62.667 dollari pro capite, a parità di potere d’acquisto, dopo il Giappone (oltre 90mila dollari) e gli Usa (65mila circa), contro una media Ocse di 53.600 dollari.

La classifica

L’Italia si aggiudica un altro record, anche questo negativo: è uno dei quattro Paesi Ocse, assieme alla Grecia (-149%), al Giappone (124%) e al Portogallo ad avere una posizione netta negativa superiore al Pil, dovuta soprattutto all’accumulo del debito post-crisi. La differenza tra attività e passività è del -125% del Pil contro la media Ocse di -70%. La migliore è la Norvegia con una posizione finanziaria netta positiva pari al 308% del Pil che dà una considerevole distanza alla seconda posizione occupata dalla Finlandia (+59%).
Siamo sopra la media Ocse del 38% per quanto riguarda le entrate governative che da noi sono attorno al 47% del Pil., e per la spesa pubblica al 48,6% del Pil contro la media Ocse del 40,4%.
Per quanto riguarda invece il pubblico impiego, l’Italia è al di sotto della media del 17,7 dei Paesi Ocse dell’occupazione totale e raccoglie il 13,4% ma siamo in linea c sull’occupazione femminile del 60%. Bene anche la rappresentanza femminile in Parlamento del 35,7% contro il 30,1% della media Ocse ma scende quella ministeriale del 27,8% contro il 31% .

La fiducia

E la fiducia che i cittadini hanno verso il governo, la sanità e la giustizia?
Siamo in coda (insieme alla Grecia) quanto alla fiducia nel governo nazionale, che è circa del 21%. Raggiunge invece il 70% in Lussemburgo e Norvegia ed è salita in 10 anni al 60% circa in Germania.
Siamo la popolazione meno soddisfatta o con meno fiducia dei concittadini Ocse nei principali servizi pubblici: solo il 45% è contento della sanità contro il 70% medio Ocse, il 58% apprezza il sistema di istruzione contro il 66% e il sistema giudiziario è promosso solo dal 31% contro il 56% della media. A pesare sulla sfiducia nella giustizia sono i tempi lunghi delle procedure: per le cause civili senza contenzioso ci vogliono in media di 400 giorni contro, ad esempio, i 21 giorni della Danimarca. Nel caso di contenziosi si va a oltre 500 giorni mentre i casi amministrativi durano in media di 2 anni e mezzo. Per fortuna non siamo gli ultimi ma dietro di noi solo la Grecia.

Emily Capozzucca, Corriere.it

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