Agende, appuntamenti, carte: gli indizi che innescano il Fisco

Share

Per i controlli sui professionisti il fisco si baserà su una serie “indizi rivelatori”, tra cui la quantità di carta usata e la fama raggiunta dai singoli

Dagli avvocati ai commercialisti, dai notai ai ragionieri passando per gli architetti. I professionisti sono finiti nel mirino del fisco.

Nei prossimi mesi, infatti, l’Agenzia delle Entrate attuerà una serie di controlli per fare i conti in tasca soprattutto a quei professionisti che hanno dichiarato compensi elevati e dedotto costi altrettanto alti. L’obiettivo è stanare eventuali furbetti, ma il metodo proposto dalle autorità fiscali ha già creato diverse polemiche per come verrà attuato.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i nominativi dei professionisti da controllare potranno essere selezionati, tra l’altro, anche in base allo spesometro. Non solo: l’Agenzia delle Entrate seguirà una serie di direttive, cioè un insieme di “indizi rivelatori” che, sulla base di alcuni comportamenti tenuti dagli stessi professionisti, dati e situazioni comuni, dovrebbero aiutare il fisco a scovare evasori e possibili truffatori.

Gli indizi comuni

In prima battuta l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si concentrerà su indizi comuni per tutti i professionisti. Si parte con il confronto tra fatture attive e informazioni tributarie sui redditi derivanti dal lavoro autonomo, per passare alla verifica nei “costi residuali” di “spese non correlate all’attività esercitata o non documentate”. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno anche i canoni di affitto degli studi e il fitto figurativo. Verranno inoltre acquisiti per controlli lo schedario dei clienti, i fascicoli, le agende con gli appuntamenti e appunti, l’analisi dei prelievi e perfino le mail, anche se in quest’ultimo caso serve l’autorizzazione della Procura per i messaggi di posta elettronica non ancora letti. Non passeranno inosservati neppure siti Internet personali.

Commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali

Per quanto riguarda commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, l’Agenzia delle Entrate indagherà sui riscorsi tributari, oltre che sulle operazioni straordinarie e la quantità di carta usata. Questa, infatti, è considerata una “spia” del numero di dichiarazioni di redditi compilate.

Avvocati

Capitolo avvocati: il fisco utilizzerà i giornali. Le autorità potranno ottenere informazioni sull’attività del legale leggendo la stampa. Nel caso dei penalisti si aggiungerà anche il controllo del registro dei colloqui con i detenuti. Tra gli altri elementi monitorati per la categoria avvocati citiamo il controllo del questionario per i clienti degli avvocati matrimonialisti e l’analisi dei costi sostenuti “per disbrigo di pratiche effettuato da terzi”.

Notai

Sui notai, le Entrate focalizzeranno la loro attenzione sui registri obbligatori, fra cui repertori e schedario clienti, sul riscontro dei singoli atti repertoriati e sul controllo dei dati comunicati alla cassa per il Notariato.

Architetti, geometri e ingegneri

Arriviamo, infine, alla categoria rappresentata da architetti, geometri e ingegneri. In questo caso peserà moltissimo la popolarità dei singoli tecnici, data da una serie di fattori come il numero di presenze su riviste di settore. In altre parole, più un architetto o un geometra è famoso e più insospettirà il fisco. Oltre alla fama, gli altri indizi usati dalle Entrate sono le relazioni tecniche, l’analisi del costo dei software di studio e il reperimento di documenti presentati mediante la piattaforma Sister.

Il Giornale




Share
Share