Pronta la missione Fmi a Roma: “Così studieremo la manovra…”

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L’Fmi si prepara ad arrivare in Italia per capire i dettagli della prossima legge di Bilancio

La manovra resta in alto mare. Tra smentite, retromarce e colpi di bianchetto sulle misure annunciate, questa legge di Bilancio che sta per partire nascerà come figlia del caos e di una maggioranza poco coesa.

Da un lato ci sono Italia Viva e parte dei dem che mette nel mirino la plastic tax, dall’altro i grillini che la difendono. Poi c’è anche il fronte caldo previdenziale con i renziani che mettono sotto accusa quota 100 e i 5 Stelle che invece vogliono mantenerla fino a scadenza, il 2021. Da questo contesto verrà fuori quasi certamente un “mostro”, una manovra che avrà solo un obiettivo chiaro: aumentare le tasse (almeno 5,5 miliardi di gettito in più) e un inasprimento dei controlli fiscali. Ma prima di prendere il largo, la manovra dovrà affrontare gli ispettori dell’Fmi. Infatti il Fondo Monetario Internazionali è pronto a calendarizzare una missione nel nostro Paese.

A rivelarlo è il responsabile del dipartimento Europa dello stesso Fondo Monetario, Paul Thomsen: “Abbiamo una missione che andrà in Italia presto e non abbiamo ancora avuto discussioni con le autorità italiane. Non abbiamo abbastanza dettagli”. A questo punto lo stesso Thomsen spiega quali saranno gli obiettivi di questa missione in Italia: “Dobbiamo capire i dettagli della manovra di bilancio e avere una discussione più precisa sugli elementi di forza dell’economia dell’Italia nel prossimo anno. Questo è il compito della missione che andrà a Roma”. Parallelamente alla partita con l’fmi c’è quella tra il governo e l’Europa. Il Commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni solo ieri ha mandato un messaggio chiaro al governo: “L’Italia ha bisogno di una disciplina di bilancio, ma chi ha spazi di bilancio deve usarli per la crescita”. Insomma il Commissario (ex premier dem) è già entrato nel ruolo di attento revisore dei conti. E con la manovra dell’esecutivo giallorosso sia Bruxelles che l’Fmi avranno un gran bel da fare. È una manovra che fa acqua da tutte le parti e che di fatto rischia di trovarsi a corto di coperture.

I 5S però continuano a rivendicare la manovra delle tasse spacciando per un abbassamento della pressione fiscale il blocco (temporaneo) delle aliquote Iva: “23 miliardi di coperture, compresi 16 miliardi di deficit, per evitare che i consumatori e le imprese italiane venissero travolti dall’aumento dell’Iva ordinaria al 25,2% e di quella intermedia al 13%. No ad aumenti su latte, pesce, carne e decine di beni e servizi di consumo quotidiano per milioni di famiglie. Un rischio mortale a cui ci aveva esposto proprio Salvini aprendo una crisi di governo in pieno agosto, alle porte della legge di Bilancio”. Peccato che queste misure saranno accompagnate da un aumento delle imposte pari a 5,5 miliardi.

Ilgiornale


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