Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

Donatella Tesei

In Umbria stravince lei e fallisce l’esperimento dell’alleanza Pd-M5s. La vera vincente è la Lega di Salvini, premiato dagli elettori anche dopo la clamorosa uscita dal governo. Donatella Tesei è al 57%. Il suo rivale, Vincenzo Bianconi, al 37: un distacco di 20 punti, ma difficilmente ci saranno ripercussioni sul governo. La supremazia del centrodestra tuttavia è evidente a chiunque.

Giuseppe Conte

Brutto momento per il premier. Alla vigilia della batosta umbra, il Financial Times lo ha accusato di aver varato una legge ad hoc per favorire un ex cliente. Secondo il giornale il Vaticano sta indagando su un fondo di investimento Fiber 4.0, che si sarebbe servito di Conte per perfezionare i contratti. Palazzo Chigi minimizza. «Si tratta di una semplice consulenza: il presidente è tranquillissimo».

Alberto Fernández 

È il nuovo presidente dell’Argentina. Il rivale Macri non arriva neanche al 1 ballottaggio. Il leader peronista con il 47,45% dei voti ha stracciato il presidente uscente, fermatosi al 41,11%. Per vincere al primo turno era necessario il 45% dei voti. Fernàndez, 60 anni, avvocato, si insedierà il 10 dicembre. Negli ultimi due anni in Argentina sono aumentati indebitamento e inflazione.

Jeff Bezos

Jeff Bezos non è più l’uomo più ricco al mondo. Amazon ha perso il 7% a Wall Street la settimana scorsa e pertanto il patrimonio di Bezos è sceso a 103,9 miliardi di dollari, poco meno dei 105,7 miliardi di Bill Gates. A quel livello di classifica, non conta la quantità di denaro, ma è tutta una questione di prestigio. C’è una immagine da difendere. Bezos ci tiene, molto. E Bill Gates? Pure. E anche di più.

Lina Wertmüller

Ha ritirato l’Oscar alla carriera, meritatissimo. Più di 40 anni dopo la nomination per Pasqualino Settebellezze, Lina, over 90, è la prima donna regista a ricevere questo premio. Ha scherzato con la Rossellini e ha osservato che «bisogna cambiare il nome a questa statuetta, perché Oscar? Chiamiamolo con un nome di donna, chiamiamolo Anna». Un trionfo di applausi.

John Travolta

Dicono si sia pentito di aver partecipato al Festival del cinema di Roma, anche se in pubblico John Travolta ha scherzato con qualche collega e con ammiratori, fotografi e curiosi. Soprattutto è «giù» questa manifestazione che non riesce a decollare. A Roma passa inosservata, nell’ambiente non fa notizia, i giornali se ne occupano con il minimo sindacale.

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