Elezioni, Il centrodestra conquista l’Umbria. Un commento

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(di Tiziano Rapanà) Il centrodestra si prende l’Umbria. La neo governatrice Donatella Tesi trionfa con il 57,5%. I giallo-rossi, definiti malevolmente da qualcuno giallo-fucsia, si leccano le ferite. La vittoria era annunciata, il trionfo invece inaspettato. Ecco i dati. Il centrodestra, come già detto, si prende l’Umbria con il 57,5%. La Lega conquista il 36,95%, Fratelli d’Italia arriva al 10,40%. Solo il 5,50% per Forza Italia ed il resto lo conquistano le liste civiche collegate alla Tesei. Malissimo per lo sfidante Vincenzo Bianconi, fermo al 37,48%. Il Pd ottiene il 22,43%, mentre i grillini sprofondano al 7,41%. Salvini esulta e si prende l’intero merito del trionfo. Sicuramente il leader leghista ha fatto tanto, conducendo una campagna elettorale vissuta passeggiando molti comuni del territorio umbro. Tuttavia sbaglia a non riconoscere i meriti del partito della Meloni e soprattutto non può tenere conto che la vittoria è anche merito degli inciampi degli avversari. Vi ricordo che l’ex governatrice Pd, Catiuscia Marini, ha dovuto lasciare perché indagata. Non dimentichiamo che ella è al centro di una inchiesta della procura di Perugia su presunti illeciti nelle assunzioni nel sistema sanitario umbro. Aggiungiamo pure il fatto che la candidatura di Bianconi sia stata fatta in fretta e furia. Ed è bene non sottovalutare nemmeno il fatto che lo stesso Bianconi non abbia fatto molto per farsi votare. Vi riporto cosa ha detto all’inviata di Adnkronos Sara Di Sciullo, al termine dell’ormai tristemente arcinoto incontro di Narni, qualche giorno fa: “Se gli umbri voteranno domenica con la testa noi vinceremo e questa regione cambierà, se voteranno con la pancia sarà dura, saranno cinque anni di sofferenze”. Secondo voi, un politico che pensa e dice frasi di questo tipo potrà mai vincere le elezioni? Il centrosinistra deve capire che l’elettorato merita sempre rispetto. L’arroganza, la protervia, spalanca le porte a Salvini. Non che egli sia poi così umile, ma almeno sa parlare e convincere il cittadino a votarlo. Il Pd deve necessariamente fare un bagno d’umiltà, se vuole tornare a primeggiare. Probabilmente la sconfitta umbra è anche l’indicazione dello scarso gradimento degli elettori dell’azione del governo, ma ha ragione il premier Conte a non tenere conto più di tanto di una regione dove hanno votato “meno degli abitanti della provincia di Lecce”. Semmai grillini e piddini devono capire una volta per tutta che è meglio che il loro sposalizio non vada oltre le stanze romane. Non è il caso che proseguano con le alleanze regionali, il segnale umbro in questo senso è chiaro. Di Maio fa bene a ribadire che è meglio chiuderla qui. Ma la vittoria in Umbria del centrodestra non vuol dire nulla. La vera prova del nove, Salvini e i suoi alleati, l’avranno con le elezioni in Emilia-Romagna.

tiziano.rp@gmail.com

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