Prostituzione, via la legge Merlin, proposta di legge per legalizzarla

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Illustrata alla Camera dei deputati da istituto Milton Friedman e on. Ruggieri (FI).

Una regolamentazione legalizzata della prostituzione, dopo 60 anni di infruttuoso anzi disastroso proibizionismo seguito alla legge Merlin, che decretò la chiusura delle ‘’case chiuse’’: è quanto prevede una proposta di legge, elaborata dall’istituto Milton Friedman Institute e firmata e presentata dall’on. Andrea Ruggieri, di Forza Italia, che l’hanno illustrata oggi durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

La legge che abolì la prostituzione legalizzata porta la firma della senatrice socialista Angelina Merlin ed è del 1958. Sono passati 61 anni, sei decenni in cui il fenomeno della prostituzione che si intendeva combattere è dilagato nelle strade e nei quartieri delle città, con danni gravi al decoro e al comune senso della morale pubblica; la dignità della donna che si voleva preservare è stata calpestata con i fenomeni di sfruttamento della prostituzione e di riduzione, in molti casi, delle donne in schiavitù.

Nella relazione che accompagna la proposta di legge, si citano dati forniti dalla Commissione Affari sociali della Camera, e sono dati impressionanti: sarebbero tra le 50 mila e le 70 mila le prostitute in Italia, di cui duemila minorenni e oltre duemila donne ridotte in schiavitù. Di queste, oltre il 60 per cento lavorerebbero in strada, senza quindi alcun controllo e alcuna tutela dallo sfruttamento.

E’ lampante – si aggiunge nella relazione- l’inefficacia del contrasto al fenomeno, e ancora più manifesti sono i rischi correlati alla mancata corretta regolamentazione di un’attività in re ipsa è impossibile da debellare. Pericoli che si riversano in primo luogo su chi esercita la prostituzione in termini di salute, riduzione in schiavitù, abusi, lesioni ed emarginazione sociale. C’è poi un aspetto non secondario del fenomeno e riguarda la ricaduta in termini di incasso per lo Stato da una regolamentazione legislativa della prostituzione: ci sarebbe un gettito fiscale pari a otto miliardi di lire.

E qui l’on. Ruggieri ha fatto una battuta a proposito della manovra economica: il governo che per cercare sette miliardi, in questi giorni, le sta studiando tutte, resta indifferente al fatto che regolamentando il fenomeno della prostituzione potrebbe contare su un surplus notevole di gettito fiscale? Insomma, ha affermato il deputato di Forza Italia, i casi sono due: o la prostituzione la si vieta ma seriamente, o la si legalizza.

Si è visto che lo Stato in tutti questi anni ha provato con dei provvedimenti, sanzionando i clienti, o trovando altre scorciatoie ma il fenomeno nel frattempo si è aggravato. Allora non resta che la via maestra di una legalizzazione.

La proposta di legge, tra l’altro, prevede il libero esercizio della prostituzione; istituisce, in ciascun Comune, un registro delle persone che esercitano questa attività; senza tale iscrizione, l’esercizio della prostituzione diventa illecito e va sanzionato con multe salatissime.

La dottoressa Wilma Ciocci, criminologa e sociologa, ha messo l’accento in particolare su due punti: le malattie veneree sono esponenzialmente aumentate, specialmente tra i giovani; il fenomeno della prostituzione va visto non solo come tratta o riduzione in schiavitù ma anche , superando schemi moralistici, come libera scelta della persona, che in quanto tale va tutelata e garantita nella sua volontà di fare della prostituzione un mestiere.

Il dott. Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman ha accostato, per gravità, il fenomeno della prostituzione e del gioco d’azzardo illegale, osservando che c’è un filo che lega questi due fenomeni sociali: la necessità di superare il proibizionismo, rivelatosi fallimentare, e una certa ipocrisia diffusa. Sui danni derivanti dal gioco d’azzardo illegale, per i singoli e le famiglie, con gravi casi di dipendenza patologica fino al suicidio, si è soffermato il Dott. Alessandro Ortombina, responsabile delle politiche sociali del Friedman Institute Infine, alcuni dati di un sondaggio fatto dalla società Quaeris per il Friedman Institute: per il 57 per cento degli intervistati la prostituzione dovrebbe essere legalizzata; per il 21, 1 per cento vanno puniti i clienti; per il 9,6 per cento vanno punite le prostitute; il 12, 3 non risponde.

Sul gioco d’azzardo illegale: è un pericolo per l’Italia? Il 57,6 per cento risponde: molto; il 28,4 per cento: abbastanza.

La conferenza stampa è stata coordinata da Cesare Lanza, giornalista e autore televisivo, che si è dichiarato molto scettico, visti i precedenti, sulla possibilità che i pubblici poteri riescano a risolvere il fenomeno della prostituzione. Ma bisogna continuare a sperare, ha detto, anche perché i danni si aggravano. 

Mario Nanni, Prima Pagina News

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