Terroni caput mundi / Gli italo-albanesi hanno il loro vescovo

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Monsignor Oliverio a San Marino per il centenario dell’Eparchia di Lungro

MONSIGNOR OLIVERIO A S.MARINO È VESCOVO DEGLI ITALO -ALBANESI

(di Cesare Lanza per il Quotidiano del Sud) Donato Oliverio (Cosenza, 5 marzo 1956) è l’eminente vescovo degli Italo-Albanesi di Lungro, dove risiede. Sarà a San Marino il prossimo 18 ottobre per celebrare nell’antica Repubblica del Titano il primo centenario dell’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi. A Lungro è la sede della chiesa bizantina cattolica in Italia di rito orientale, immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2016 contava 32.800 battezzati su 32.900 abitanti. Il rapporto tra San Marino con il Vescovo Oliverio si è rafforzato nell’anno in corso, anche attraverso la partecipazione degli allora Eccellentissimi Capitani Reggenti, Nicola Selva e Michele Muratori, il 25 maggio scorso, all’Udienza concessa da Papa Francesco. Erano presenti oltre 6000 partecipanti al pellegrinaggio degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale dell’Eparchia di Lungro.

SI CELEBRA IL PRIMO CENTENARIO DELL’EPARCHIA, IL PROGRAMMA

La visita di Mons. Oliverio si pone, dunque, a coronamento di una serie di celebrazioni, cui la Repubblica ha inteso aderire, con un programma che prevede incontri e momenti salienti a livello istituzionale e religioso. Nella giornata del 17 ottobre, è prevista una celebrazione liturgica presso la Basilica del Santo con rito greco-bizantino, a segnare la storia della Chiesa cattolica ital -albanese e la profonda comunanza di valori spirituali con l’antica Repubblica del Titano, saldamente ancorata alle sue origini religiose e convintamente sostenitrice delle ragioni del dialogo interreligioso e interculturale. Il giorno seguente, l’Eparca di Lungro, con la sua Delegazione, sarà a colloquio con il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Nicola Renzi, ed inseguito salirà a Palazzo Pubblico, ricevuto in Udienza Ufficiale dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti, S.E. Luca Boschi e S.E. Mariella Mularoni. Soltanto un mese fa Mons. Oliverio, sempre nell’ambito del centenario dell’istituzione dell’Eparchia, ha accolto nella Cattedrale di Lungro il Patriarca ecumenico di Costantinopoli,Bartolomeo I, il più insigne rappresentante della Chiesa ortodossa, a testimoniare un ponte ideale tra oriente e occidente, un’apertura di nuove strade e di opportunità di conoscenza reciproca.

PAPA FRANCESCO AVEVA ACCOLTO OLIVERIO E GLI ITALO-ALBANESI

Sabato 25 maggio Papa Francesco aveva ricevuto Donato Oliverio e gli Italo- Albanesi. Ecco alcuni passi significativi del suo discorso: «Cari fratelli e sorelle, Christós Anésti! Sono lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto.In questa gioiosa occasione, quella del centenario della Costituzione Apostolica Catholici fideles, con la quale Papa Benedetto XV erigeva l’Eparchia di Lungro, voi siete venuti a Roma, con il vostro Pastore Mons. Donato Oliverio, per manifestare davanti all’intera Chiesa Cattolica la fede e la comunione della vostra amata Comunità. Grazie per questa visita e per la testimonianza che date… Cento anni fa, mentre il mondo era lacerato dalla prima guerra mondiale, il mio venerato Predecessore si è posto in ascolto della storia, delle vostre legittime esigenze, come anche del vostro coraggioso itinerario spirituale, caratterizzato da fedeltà alla tradizione, nonostante le difficoltà e le sofferenze. Il Papa aveva tanto a cuore la Chiesa orientale e meditava “cosa si dovesse fare pervenire incontro con più fermezza alle necessità e al giusto decoro della Chiesa universale e delle altre Chiese particolari”». Perciò decretava che venisse “canonicamente istituita immediatamente la diocesi di rito greco in terra di Calabria” (Bolla Catholici fideles). «Questa importante ricorrenza costituisce un’opportunità per ringraziare il Signore di quanto, nella sua bontà e misericordia,ha operato nella vostra Comunità negli ultimi secoli. Pertanto,vi invito a vivere questo giubileo non tanto come un traguardo, ma piuttosto come un nuovo e gioioso slancio nel vostro impegno umano e nel vostro percorso cristiano. In questo senso, è quanto mai necessario approfondire il passato e farne grata memoria, per trovare in esso ragioni di speranza e camminare insieme verso il futuro che Dio vorrà donarci.”

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