Terroni caput mundi / Polito racconta il muro e Ginevra commuove la Balivo

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Quanta tristezza pensando a Francesco Nuti, la figlia svela le sue condizioni

“IL MURO CHE CADDE DUE VOLTE” NEL RACCONTO DI ANTONIO POLITO

(di Cesare Lanza per il Quotidiano del Sud) Antonio Polito (11 maggio 1956, Castellammare di Stabia) ha presentato ieri a Roma il suo ultimo libro, “Il Muro che cadde due volte” (Solferino). Ecco come è stato presentato: «Quando nel 1989 crollano il Muro di Berlino e i regimi comunisti, la democrazia liberale il libero mercato sembrano sul punto di trasformare il mondo. Ma la libertà non ha vinto, e per la generazione che aveva scommesso sulla Storia il nuovo sogno europeo si è trasformato in un incubo: la Terza Via non ha attecchito, l’esplosione della crisi ha messo il liberismo sul banco degli accusati e nel Vecchio Continente, ma anche in America, la paura del cambiamento ha portato al successo di movimenti populisti e illiberali».

DA BERLINO 1989 COSA È CAMBIATO DEGLI IDEALI E DELLE SPERANZE?

Antonio Polito racconta i giorni dell’89 a Berlino e ripercorre trent’anni della nostra storia, intrecciando una lucida analisi politica con la vicenda personale e di una generazione, prima comunista e poi liberale: dall’impegno politico negli anni Settanta al Capodanno sulle rovine del Muro, dall’Inghilterra di Blair all’Ungheria di Orbán, dal referendum della Brexit al minaccioso futuro tecnologico made in China. «Come siamo cambiati? Cosa è stato dei nostri ideali? Abbiamo sbagliato tutto o stiamo solo vivendo una fase di passaggio? Queste pagine descrivono le nostre incertezze, ma illuminano anche i valori da difendere, interpretando provocatoriamente, e non senza ironia, gli eventi e le idee del nostro tempo».

GINEVRA COMMUOVE LA BALIVO PARLANDO DI NUTI, SUO PAPÀ

Ginevra è la figlia, talentuosa e coraggiosa, di Francesco Nuti, che ha commosso Caterina Balivo (Secondigliano di Napoli, 21 febbraio 1980), come ospite a “Vieni da me”. Bellissima e dolce, Ginevra da anni si prende cura del regista ed è diventata anche il suo tutore legale. Era il 2006 quando Nuti venne ricoverato in ospedale inseguito a un grave incidente domestico. L’attore toscano rimase in coma a lungo e in seguito riportò molti danni a causa di un ematoma cranico. Nel 2016 subì un nuovo ricovero a causa di un’altra caduta e oggi è in sedia a rotelle e convive con gravi difficoltà motorie. Accanto a lui da sempre c’è la figlia Ginevra che non l’ha mai abbandonato. La ragazza, che assomiglia molto al papà, è nata dall’unione fra Annamaria Malipiero, attrice divenuta famosa grazie alla soap ‘Vivere’e Nuti. Dai genitori ha ereditato la passione per il mondo dello spettacolo e sogna di diventare una cantante. «Sono diventata la tutrice di
mio padre – ha raccontato a Vieni da Me – da quando ho compiuto 18 anni. Sono sua figlia e credo sia importante che, per me e mio padre, debba avere questo incarico. E prendermi cura di lui anche in questo aspetto». Ginevra ha poi svelato qualcosa di più sulle condizioni di salute di Francesco Nuti: «È stazionario, è sereno – ha detto – bisogna approcciarsi a lui in maniera più delicata e sottile. Ho imparato a farlo con piccoli gesti, sguardi. È qui a Roma anche perché, in questo modo, è più facile prendermi cura di lui. Posso vederlo più spesso». Nella lunga chiacchierata con Caterina Balivo, Ginevra non ha nascosto difficoltà e dolori. «Comunichiamo tramite piccole cose. Mi manca averlo nella quotidianità, quando ho bisogno di un consiglio. Mi sarebbe piaciuto cantare e suonare assieme a lui. Averlo come guida nella vita e carriera artistica».
Francesco Nuti è scomparso dalle scene da tantissimi anni, ma il pubblico lo ricorda ancora con grande affetto grazie ai film degli anni Novanta. Ginevra ha confessato di non riuscire a rivederli. «Faccio fatica a vedere i film di papà, ha spiegato, facendo commuovere Caterina Balivo . Mi mettono un pizzico di malinconia. Io li vivo come mamma e papà. Il loro lavoro è stupendo, ma li preferisco come genitori. Io e papà abbiamo un carattere simile, siamo anche, a volte, ombrosi».

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