Facebook censura? La piattaforma è privata, i censurati affranti la smettano di lagnarsi

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(di Tiziano Rapanà) Ah la censura! Ultimamente sul web si legge di queste censurati affranti perché Facebook, Instagram e compagnia social ha eliminato questo o quel post o addirittura bannato il profilo di un utente o gruppo. Non capisco dove sia il problema, Facebook, Instagram e compagnia social mi pare siano di proprietà del signor Mark Zuckerberg  e non di uno stato nazionale. Pertanto, uno in uno spazio privato può decidere quale contenuto far veicolare o meno. Nessuno degli affranti ha un medico condotto che gli abbia ordinato di fare uso dei social network. Io stesso non ne faccio uso e sto benissimo. Pertanto se non vi sta bene la “censura” dei social, mollateli. Apritevi un sito, un blog, ma non rompete la scatole con la censura. Zuckerberg ha tutto il diritto di eliminare i post a lui sgraditi, così come un editore o un direttore ha il diritto di cacciare via il giornalista che scrivi articoli che sono all’esatto opposto della linea editoriale di un giornale. Se lo spazio è mio, lo gestisco come mi pare. C’è vita oltre i social e la popolarità non è tutto. Specie la popolarità effimera offerta da questi spazi virtuali. Se non sapete come impiegare il tempo senza social, vi do delle dritte. Potete uscire a fare una passeggiata, leggere un libro, vedere un film, incontrarvi con degli amici, visitare dei musei, guardare delle partite di calcio… le alternative ci sono. Ieri, sulle piattaforme online musicali, sono sbarcati tutti gli album di Battisti ai tempi con Mogol. Potreste ascoltare i tanti brani che hanno fatto grande la storia della musica italiana. Purtroppo manca il resto, il binomio con Panella. Speriamo che approdi al più presto in queste piattaforme digitali. Se non vi piace Battisti, provate con gli Human League, i Krisma, i Soft Cell, Raoul Casadei, Sergio Caputo, Morgan… continuo? Insomma fate quello che vi pare, ma smettetela di lagnarvi ogni qualvolta  Facebook o Instagram o che ne so io vi caccia fuori da casa sua: è suo diritto farlo. C’è vita oltre i social e forse sarebbe il caso di viverla al meglio.

tiziano.rp@gmail.com

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