Google aggira la legge sul copyright: “Non pagheremo i diritti agli editori”

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Google lancia la sfida agli editori europei e si prepara ad aggirare la direttiva Ue sul copyright, modificando il modo in cui verranno presentati i risultati delle ricerche relative alle notizie. Il colosso della Rete ha annunciato ieri che non pagherà i diritti per lo sfruttamento dei contenuti giornalistici, come invece previsto dalle nuove norme Ue. Gli editori potranno continuare a cedere le notizie gratuitamente e chi non lo farà verrà penalizzato in termini di visibilità.

Lo scontro parte dalla Francia, ma ha una portata europea. Per recepire la direttiva Ue, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 17 maggio scorso, i governi hanno fino a due anni di tempo. Parigi si è mossa per tempo: già alla fine di luglio aveva dato il via libera al testo della legge che entrerà in vigore il 24 di ottobre. Ieri Google ha detto di non avere alcuna intenzione di sedersi al tavolo della trattativa con gli editori.

«Un comportamento inaccettabile» ha reagito Franck Riester, ministro della cultura francese. Parla di «un’azione unilaterale» l’associazione degli editori francesi. Che accusa: «Ancora una volta Google dimostra di non rispettare le norme e di voler imporre la propria legge». Dalla parte opposta del tavolo, però, non intendono fare passi indietro. Anzi, Google rivendica il fatto di «offrire un servizio» di visibilità ai siti di informazione. «Questo nostro approccio – dice Richard Gingras, vicepresidente di Google News – crea un valore tangibile per gli editori. Soltanto in Europa portiamo più di otto miliardi di visite al mese sui siti di informazione, vale a dire 3.000 visite al secondo». Gingras cita un recente studio di Deloitte secondo cui ogni clic porterebbe un guadagno «potenziale» di circa 4-6 centesimi. Ma non quantifica gli introiti pubblicitari di Google che vengono generati dalle ricerche legate alle notizie, frutto del lavoro giornalistico prodotto dalle aziende editoriali. Per aggirare le nuove norme, dal mese di ottobre cambierà il sistema con cui verranno visualizzati i risultati delle ricerche.

Le novità per ora riguarderanno soltanto la Francia, ma è facile immaginare che verranno estese agli altri Paesi non appena le rispettive leggi nazionali entreranno in vigore. Oggi quando si cercano notizie su Google compaiono i link e il titolo dell’articolo, oltre a un breve estratto e spesso anche una foto. Dettagli, sottolinea Gingras, «che aiutano gli utenti a decidere se il risultato corrisponde alla loro ricerca e dunque li spingono a cliccare». Con il nuovo sistema le informazioni complementari spariranno: resterà soltanto il link con il titolo.

Agli editori (di tutte le testate europee) spetterà la scelta. Potranno consentire a Google di mantenere il vecchio sistema di visualizzazione, ma a titolo gratuito, rinunciando dunque ai diritti previsti dalla direttiva Ue. Oppure potranno chiedere di pubblicare soltanto i link, finendo per essere notevolmente penalizzati sul motore di ricerca.

L’articolo 15 della direttiva Ue, frutto di lunghi e difficili negoziati, riconosce agli editori il diritto di chiedere a terzi un’adeguata remunerazione per lo sfruttamento online dei propri contenuti (a fini commerciali). Il testo della norma Ue consente di condividere i link, ma è generico sugli «estratti molto brevi» di testo che possono far scattare il pagamento dei diritti: la questione è rimandata alle leggi nazionali. Con questa mossa, però, Google rifiuta il confronto e aggira l’ostacolo. Ma soprattutto mette gli editori di fronte a un bivio: rinunciare a un diritto o rinunciare alla visibilità.

Marco Bresolin, Lastampa.it

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