Intesa Sanpaolo e Confindustria hanno aumentato il plafond per le Pmi: è arrivato a 100 milioni

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Intesa Sanpaolo e Confindustria aumentano il plafond per le piccole e medie imprese portandolo a 100 miliardi di euro dai 90 dell’ultimo accordo 2016-2019. “La rinnovata partnership tra la Banca e Confindustria Piccola Industria rappresenta, come tutti gli accordi precedenti, uno stimolo per le imprese”. L’annuncio è stato dato durante la celebrazione dei 10 anni dal primo accordo-quadro che si è svolta a Matera nella sala congressi di Casa Cava, a cui hanno partecipato tra gli altri Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, Carlo Robiglio, presidente di Confindustria Piccola Industria, Alberto Baban, past president di Confindustria Piccola Industria e Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. L’ultimo accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria è stato sottoscritto nel 2016 ed è ancora in vigore: prevede in tre anni un plafond di 90 miliardi di euro, che come detto è stato portato a 100, ed è dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla “Quarta rivoluzione industriale”. Il Gruppo e l’Associazione hanno annunciato che in futuro punteranno ulteriormente su temi quali la sostenibilità, la circular economy, la patrimonializzazione, la diversificazione delle fonti finanziarie e l’internazionalizzazione delle imprese. “La partnership con Intesa Sanpaolo è nata per rispondere all’emergenza di credito e liquidità che ha interessato il nostro tessuto produttivo durante la crisi. Nel corso del tempo questa preziosa collaborazione ha saputo trasformarsi per cogliere tutti gli aspetti necessari allo sviluppo del sistema industriale – ha sottolineato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria – oggi, infatti, la finanza tradizionale non basta e serve una platea più ampia di strumenti in grado di rispondere alle esigenze dell’economia reale. Negli ultimi 10 anni Confindustria ha dedicato attenzione prioritaria, anche grazie a questa partnership, allo sviluppo della finanza quale funzione strategica per le imprese e parte del processo di innovazione. Molto è stato fatto per estendere e diversificare le fonti di finanziamento delle imprese, aumentarne la patrimonializzazione e avvicinarle ai mercati. Attraverso il Programma Elite abbiamo lavorato insieme per accrescere la cultura finanziaria e organizzativa delle Pmi. Oggi questo processo va completato. In particolare, bisogna rafforzare ulteriormente il fondo di garanzia potenziando le misure introdotte del Decreto Crescita a supporto delle Pmi più strutturate e si dovranno sbloccare i PIR riattivando un flusso di risorse a vantaggio del sistema produttivo”.  “La crescita delle Pmi è per noi un mantra, un concetto che si arricchisce ogni giorno di nuovi significati – ha affermato Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria di Confindustria – il lungo percorso fatto con Intesa Sanpaolo ci ha permesso di ampliare sempre di più la sfera d’azione comune per poter accompagnare e sostenere le nostre aziende nelle sfide quotidiane, per dotarle di una cassetta degli attrezzi sempre più complessa e specializzata. In questa cornice è stato sviluppato l’ultimo Addendum all’Accordo 2016-2019 che ha puntato un faro sulla cultura d’impresa intesa a 360 gradi. La nostra collaborazione continua ad ampliarsi e ad arricchirsi, stiamo già lavorando al nuovo Accordo che sarà siglato nei prossimi mesi. Le Pmi devono saper lanciare il cuore e la testa oltre l’ostacolo ed essere pronte ad adattarsi, a cambiare, a rispondere alle emergenze cercando di trasformarle in opportunità. Bisogna favorire le aggregazioni, le filiere per aumentare il peso specifico delle piccole imprese e la loro capacità di operare nel mercato estero, aiutarle ad aprire la governance e a cogliere le occasioni di crescita offerte dalla finanza innovativa. Bisogna aiutare quel 60% di imprese italiane in fase di transizione a fare il salto dimensionale e competitivo. Bisogna trasformare questo reparto scelto in un esercito con l’aiuto di un formidabile alleato come Intesa Sanpaolo”. “A distanza di dieci anni dal primo accordo, la collaborazione con Confindustria Piccola Industria continua e si rafforza. Lo dimostrano anche i numeri. Nel primo semestre di quest’anno il Gruppo ha erogato circa 11 miliardi di euro a favore del mondo imprenditoriale – ha sottolineato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – confermando il proprio ruolo di motore dello sviluppo dell’impresa italiana, con la finalità di accrescere il valore del made in Italy nel mondo. Al centro della nostra azione c’è un nuovo modo di fare banca, attraverso la valorizzazione dei fattori qualitativi nella valutazione delle imprese, frutto di un lavoro svolto congiuntamente con Confindustria. L’obiettivo condiviso è quello di promuovere lo sviluppo dell’impresa in un contesto di sostenibilità economica, sociale e ambientale, favorendo processi di crescita qualitativa e dimensionale delle imprese, per renderle capaci di adattarsi al cambiamento e di saperlo governare”.

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