Terroni caput mundi / Tra Damante e De Lellis non ci sono solo le corna

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Tutti in piedi quando si parla del record del mondo di Pietro Mennea

40 ANNI FA MENNEA DA BARLETTA CONQUISTA IL RECORD DEL MONDO
(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Giornali di carta, le televisioni e il mondo del web hanno celebrato, quarant’anni dopo, il formidabile record stabilito il 12 settembre 1979 da Pietro Mennea (Barletta, 28 giugno 1952 Roma, 21 settembre 2013). Parlo anch’io del record mondiale che “la freccia del sud” conquistò con il tempo di 19″72 e frantumò il primato stabilito 11 anni prima dallo statunitense Tommie Smith (19″83) a Mexico ’68. È stato uno dei record mondiali più longevi di sempre. Il primato, imbattuto in Europa, durò ben 17 anni, fino ad Atlanta ’96, quando Michael Johnson lo migliorò a 19″66. Ma – è stato scritto – “resta un’impresa senza tempo, come Italia-Germania 4-3 (nel campionato del mondo di calcio 1970), la sfida dei pesi massimi Clay-Foreman o il record dell’ora, nel ciclismo, di Moser”. Il campione di Barletta appena un anno dopo vinse l’oro alle Olimpiadi sulla stessa distanza ai Giochi di Mosca, dopo una rimonta mozzafiato. Mennea partecipò a cinque Olimpiadi, sempre da protagonista. Dicono che avesse un carattere introverso, scontroso, ma quelli che lo hanno frequentato in amicizia danno testimonianze molto diverse: “Pietruzzu” era allegro, propenso agli scherzi, generoso e altruista. Morì giovanissimo, a solo sessant’anni, vittima di un tumore: è rimasto nella storia dello sport, in particolare dell’atletica. A Matera gli è intitolata la Biblioteca della Cultura sportiva. Quest’anno, per ricordare Mennea, in varie città italiane si sono svolti meeting incentrati esclusivamente su gare di 200 metri: a Napoli, Palermo, La Spezia, Rovigo, Viterbo e Forlì…

ANDREA DAMANTE IL RE DI GELA SI RIBELLA ALL’AT TACCO DI GIULIA
Giulia De Lellis (Ostia, 15 gennaio 1996) replica ad Andrea Damante (Gela, 9 marzo 1990): «Non ho infangato nessuno». Lui aveva stroncato il suo libro definendolo un’operazione messa in piedi al solo scopo di ricavarci soldi. L’influencer da 4 milioni di follower non fa mai il nome del suo ex, ma replica: «Il mio libro non è nulla che cerca di rovinare qualcosa, qualcuno, di sporcare, infangare o spettegolare». Su Instagram Giulia si sta preparando al momento in cui il libro sarà pubblicato. Ha quindi invitato i suoi utenti a farle qualche domanda. La raccomandazione iniziale, però, mira proprio a replicare a quanto Damante aveva dichiarato: «Fatemi delle domande inerenti al libro, non curiosità, gossippetti, cose di cui non abbiamo bisogno. Vi ricordo che il mio libro non cerca di rovinare qualcosa, qualcuno, di sporcare, infangare o spettegolare. È la mia storia, è quello che io ho provato. Le fasi che un po’ tutti quando vengono traditi, che sia in amicizia o in amore, traditi in generale, tendono a passare». Interrogato a proposito del libro, liberamente ispirato alla loro storia d’amore, Damante aveva detto:«Non ne ho mai parlato fino ad ora e vorrei continuare a non farlo. Certe rivelazioni sono una cosa talmente trash, fatta solo per guadagnare un po’di soldi, che proprio non mi appartiene. Certo, ho fatto degli errori e non ho mai negato quel tradimento,ma ciò che più mi dispiace è che Giulia abbia buttato via la nostra storia così, con un libro che tra l’altro non avrà scritto lei». Nel libro, Giulia racconta i motivi che l’hanno spinta a chiudere la storia d’amore con Andrea Damante. L’influencer ha dichiarato in più di un’occasione di essersi decisa a parlare di quanto accaduto poco prima che quel legame si interrompesse. I tradimenti scoperti, le donne contattate una a una perché le raccontassero gli eventi nei dettagli, la collera, la vendetta e infine il crollo.

MICHELA MURGIA, RAGAZZE CHE A TUA MADRE NON PIACEREBBERO
Al Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri hanno presentato “Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe” (Mondadori). Michela Murgia è nata in Sardegna, a Cabras (Oristano) il 3 giugno 1972.La Tagliafferri è di Piacenza. Nel libro sono raccolti dieci ritratti di donne anticonformiste dalla forte personalità, che secondo le autrici «sono state attaccate, disprezzate, condannate, additate, e se i tempi fossero stati diversi sarebbero state probabilmente tutte bruciate.Le loro non sono storie edificanti,ma di sicuro sonoeducative»: Moana Pozzi, santa Caterina da Siena, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood e Zaha Hadid.

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