Scuola, è l’anno dei supplenti

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Sarà l’anno dei supplenti con buona pace delle riforme e dei proclami degli ultimi anni. Però gli otto milioni di studenti che in questi giorni stanno riprendendo la scuola troveranno ad accoglierli 2.000 nuovi presidi e dunque c’è da pensare che ogni scuola avrà il suo dirigente. Quanto ai prof, invece sarà una vera e propria lotteria: chi avrà pescato il biglietto fortunato troverà l’orario completo, gli altri dovranno aspettare i supplenti.

I «Mad»

Quest’anno è previsto un record di contratti lunghi (tutto l’anno scolastico o quasi) anche per i neolaureati o gli universitari che si metteranno a disposizione dei presidi secondo la procedura «mad»: se un preside non trova un insegnante in nessuna graduatoria può rivolgersi a loro. I rischi maggiori sono destinati agli studenti con disabilità che richiedono l’insegnante di sostegno: i conti fatti dai sindacati in questi giorni certificano la mancanza di 60 mila professori specializzati (dei circa 150-200 mila supplenti complessivi) per quest’anno scolastico: si procederà cercando nelle altre graduatorie con supplenti vari

Le riforme

Già nelle prossime settimane il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti dovrà – prima di mettere mano alle riforme annunciate dal premier Conte su scuole e asili – sciogliere alcuni nodi che sono rimasti irrisolti. Due riguardano gli insegnanti: si tratta di bandire i concorsi tanto attesi per quasi settantamila posti. Soltanto se l’iter sarà senza intoppi si può sperare di avere nuovi prof per il prossimo anno scolastico e ridimensionare la «supplentite».

I precari e i concorsi

Il secondo riguarda il decreto che non a caso si chiama «salva-precari»: servirebbe a dare l’accesso a percorsi di immissione in ruolo abbreviati e facilitati ai precari che hanno almeno tre anni di lavoro nelle scuole. Per gli studenti intanto le incertezze del nuovo anno sono anche altre: innanzitutto l’educazione civica. Fioramonti ha detto che farà di tutto perché la sperimentazione parta da subito ma il consiglio superiore dell’Istruzione si pronuncerà soltanto domani sulla proposta di far partire comunque la nuova materia anche se ad anno scolastico già iniziato, poi serve un decreto del ministro: le scuole intanto si stanno preparando a questa nuova materia non materia che avrà il voto in pagella ma per la quale si useranno ore «rosicchiate» qua e là nell’orario scolastico.

Invalsi

Tra i primi provvedimenti poi Fioramonti dovrà decidere che cosa fare con le prove Invalsi della quinta superiore: al momento sono requisito obbligatorio per essere ammessi alla maturità. Il ministro Bussetti aveva fatto una moratoria di un anno prima di far entrare in vigore le nuove norme e nei mesi scorsi sembrava intenzionato a rendere definitiva la sua decisione di considerare facoltativa la prova delle competenze. Addirittura avrebbe voluto renderla non obbligatoria anche in terza media. Ma finché il nuovo ministro non si esprimerà con un decreto, le prove restano obbligatorie.

I vaccini

Dovrebbe invece essere archiviata la pratica dei vaccini, dopo la confusione degli anni scorsi: sono obbligatori per andare a scuola e chi non è vaccinato dovrà pagare una multa (mentre negli asili sarà rimandato a casa). Le Asl si stanno adeguando per i controlli su tutto il territorio nazionale.

Gianni Fregonara e Orsola Riva, Corriere.it

 

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