Festival degli Incontri a L’Aquila, polemica per la presenza di Saviano e Zerocalcare: va bene tutto ma la censura è intollerabile

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(di Tiziano Rapanà) Il vento della polemica soffia sul Festival degli Incontri, che si terrà a L’Aquila fra qualche settimana. Cosa è successo? Il sindaco e la direttrice del festival hanno battagliato verbalmente, perché il primo cittadino (di Fratelli d’Italia) non gradisce la presenza dello scrittore Roberto Saviano e del fumettista Zerocalcare, le due guest star più note dell’evento.  Al posto dei due artisti, il sindaco Pierluigi Biondi preferirebbe la presenza di altri nomi. Com’è ovvio la direttrice Silvia Barbagallo si è sfogata sul web e ha vergato parole dure, parlando di un esercizio di “censura politica sugli indirizzi culturali”. Il sindaco, dal canto suo, ha detto pressappoco così: i soldi li gestisce il comune e quindi il programma dev’essere concordato con lo stesso. Ho scritto gestisce e non li eroga e non ho commesso un errore. La manifestazione è finanziata dal MiBAC, al comune tocca solo occuparsi di amministrare il denaro. La notizia ha fatto il giro del web, raccogliendo critiche su critiche. Per l’ex presidente della provincia dell’Aquila, onorevole del Pd, Stefania Pezzopane, il veto del sindaco “va respinto con fermezza”.  Il ministro della cultura Franceschini ha sostanzialmente confermato la fermezza della collega di partito Pezzopane: “La cultura deve essere libera. Libera da pressioni e interferenze politiche. Sul programma del festival degli incontri dell’Aquila non può e non deve esserci alcuna intromissione né da parte del MiBAC né da parte del Comune”. Per ora, solo Giorgia Meloni ha difeso il sindaco: “È intollerabile che i soldi destinati per il decennale del terremoto siano utilizzati per costruire l’ennesima passerella per personaggi come Roberto Saviano, il cui unico talento è quello di essere amico della sinistra…”. Io sono tentato dall’aderire alla teoria del “difendere l’indifendibile” di Walter Block tanto cara ai liberali e soprattutto a quel genio di Vittorio Sgarbi. E quindi potrei difendere il sindaco de L’Aquila, teoricamente solo contro tutti. Tuttavia sono un arcinemico della censura e penso che Roberto Saviano e Zerocalcare debbano presenziare all’evento. Non penso bene di Saviano, soprattutto adesso che ha appena rilasciato una dichiarazione in favore della legalizzazione della cocaina, ma gli si deve dare il diritto di parlare. Tra l’altro i soldi non li sgancia nemmeno il comune, dunque il problema non esiste. Lasciate lavorare la direttrice in santa pace. Potrei concludere qui, ma voglio prima un attimo soffermarmi su una frase dell’onorevole Pezzopane. Ammetto di provare molta simpatia per lei, è stata presidente della provincia del capoluogo abruzzese in anni difficili per L’Aquila; ed in seguito è riuscita ad affrontare le insidie del gossip che hanno travolto lei e il fidanzato, con ironia. Tuttavia non mi pare il caso di definire il sindaco Biondi, un “gerarca minore del Minculpop”. Egli è un sindaco democraticamente eletto e non mi pare il caso di dargli del fascista. Quei tempi lì, fortunatamente, sono finiti. Il sindaco ha sbagliato a non garantire ampia libertà alla direttrice e agli organizzatori dell’evento, però non è corretto definirlo fascista. Il fascismo era un’altra cosa e per fortuna siamo fuori da quegli scenari tragici. Al sindaco suggerisco di fare un suo evento con nomi che rispondano alla sua politica culturale. Ma, per l’amor di Dio, evitiamo la censura.

tiziano.rp@gmail.com

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