L’intestino, studio sul “secondo cervello”: esiste un microbiota che regola umore con peptidi

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Uno studio dello University College of Cork (Irlanda) segna un importante avanzamento nel capire i meccanismi che rendono l’intestino il “secondo cervello”: il ruolo esercitato da questo organo e dal microbiota, l’insieme di batteri “buoni” che vivono in maniera simbiotica con l’uomo al suo interno, nel regolare l’umore dell’individuo e aggravare disturbi come ansia e depressione è noto da tempo ma non era chiaro come questi microrganismi potessero svolgere questa azione. I ricercatori irlandesi hanno evidenziato che il microbiota agisce sull’intestino favorendo o contrastando la produzione di alcune sostanze, i peptidi, che, secreti dalle sue pareti, entrano nel circolo sanguigno e arrivano al cervello, condizionando l’umore dell’individuo. L’esistenza di questo meccanismo apre la strada a nuovi trattamenti con “psicobiotici”, particolari probiotici che, modificando il microbiota, possono essere un valido aiuto nel combattere disturbi dell’umore come ansia e depressione. L’influenza dei probiotici e del microbiota su ansia e depressione è solo uno dei temi che saranno affrontati a Torino il 14 settembre nel corso del convegno “The human brain seen from multiple perspectives” organizzato dall’Istituto di ricerca “Quantitative and Quantum Dynamics of Living Organisms – Center for Medicine, Mathematics and Philosophy Studies”, con il patrocinio della Società Italiana di Biologia sperimentale e del Politecnico di Torino. In questa occasione esperti internazionali si confronteranno su rapporto intestino-cervello, architettura e geografia del cervello, coscienza e comportamento, farmaci psicotropi, stress e reti neurali.

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