Contro l’inquinamento, arrivano le borracce del comune di Castiglione Messer Raimondo

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(di Tiziano Rapanà) La nostra casa è in fiamme? Non ne ho idea. Meglio specificare subito, altrimenti qualche lettore potrebbe prendermi per pazzo. Per “nostra casa” mi riferisco al pianeta Terra. O meglio non proprio io, ma la piccola paladina dell’ambiente Greta Thunberg. La nostra casa è in fiamme è il titolo del suo libro, scritto a 12 mani (come i marziani del film di Castellano e Pipolo). Immagino che Greta la conosciate tutti, la vedete in tutte le tv e siti internet. Il suo volto dovrebbe esservi più che familiare. Ora non so se la nostra casa sia in fiamme, tuttavia ogni volta che vedo in televisione miss Thunberg mi viene voglia di inquinare, mandare al diavolo la raccolta differenziata e buttare i rifiuti in giro. Vi risparmio inutili giri di parole e vado al dunque: miss Thunberg mi è antipatica. Non la sopporto, non discuto la nobiltà della sua missione ma proprio non la reggo. Il problema dell’inquinamento, del riscaldamento globale, c’è indubbiamente. Non lo si può negare e non lo faccio, ma preferirei vedere una testimonial più simpatica e più competente di un’adolescente. Al posto di Greta, preferirei vedere in tv scienziate ed esperte della materia che parlino del problema, realizzando una seria azione di sensibilizzazione. Ma Greta, per favore, no. Comunque bisogna dare a Greta quel che è di Greta, la ragazza qualcosa di buono ha seminato. In giro ci sono proposte atte a contrastare il dramma dell’inquinamento, partendo dal problema della plastica segnalata come una delle cause principali della sofferenza dell’ambiente. Delle tante ed innumerevoli iniziative, ve ne segnalo una in particolare. In Abruzzo, nel comune di Castiglione Messer Raimondo (un piccolo comune del teramano), gli scolari della scuola dell’infanzia, delle scuole primarie e delle secondarie di primo grado riceveranno una borraccia in alluminio per scoraggiare l’uso di bottiglie di plastica. Le borracce potranno essere tranquillamente riutilizzate, sono sicure perché conformi alla direttiva RoHS (è, in soldoni, una normativa che impone delle restrizioni sull’uso di specifiche sostanze, che compongono la spina dorsale di un prodotto). Complimenti all’amministrazione comunale per l’iniziativa, questa piccola cosa può essere utile per persuadere i bambini a non usare le bottiglie di plastica. Anche se qualche dubbio in proposito ce l’ho, perché davvero non riesco a capire se la plastica sia realmente il peggiore dei mali per l’ambiente. Io non ho certezze, alcuni studiosi dicono peste e corna della plastica e in parte mi fido. Tuttavia  vorrei avere la sicurezza assoluta che la plastica sia effettivamente una piaga per la natura.

tiziano.rp@gmail.com

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