Bentornata l’educazione civica a scuola, ma serve crederci e con insegnanti ben formati per salvaguardare le regole democratiche

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(di prof. Massimo Sgrelli*) L’educazione civica ritorna a scuola. Non è ancora tutto pronto legislativamente parlando, ma la decisione presa. Per troppi anni nel nostro Paese i diritti e doveri dei cittadini non sono stati materia di docenza ai più giovani e di questa ignoranza ora se ne vedono tristemente le conseguenze nei comportamenti diffusi, a tutti i livelli. Ove invece prevale l’interesse personale e non quello sociale. Ci si dimentica che l’esempio vale più delle parole e, quindi, l’insegnamento dell’educazione istituzionale dovrebbe cominciare non solo dai più giovani, ma da chi ricopre incarichi istituzionali. Il nostro Paese così sta pagando lo scotto della mancata conoscenza diffusa delle regole del vivere civile e del funzionamento delle istituzioni. È come se la circolazione nelle vie non fosse regolata da alcuna norma stradale e non fosse insegnata a chi guida. Se ne avrebbe un pericoloso caos.

Fu Aldo Moro che, da Ministro della Pubblica Istruzione, introdusse l’insegnamento della educazione civica. Erano i primi anni della Repubblica e gli italiani avevano bisogno di una educazione alle nuove regole democratiche e, da grande statista, Moro seppe affrontare il problema e darvi soluzione negli aspetti scolastici. Poi l’educazione civica ha subito l’aggressione della ventata libertaria del ‘68 e l’argomento parve espressione della reazione e, come tale, da accantonare.

Dopo varie vicissitudini, ora l’insegnamento viene riproposto, anche in forma allargata ai temi ambientali. L’Accademia del Cerimoniale si è sempre spesa in tutte le sedi per favorire l’insegnamento di questa materia, preziosa per la salvaguardia delle regole democratiche. Per questo è necessaria una specifica adeguata formazione dei docenti preposti a questa istruzione, nella convinzione che ogni azione utile a contrastare l’attuale degrado delle forme istituzionali vada condotta con impegno, fermezza e preparazione.

Non solo, ma serve che le istituzioni preposte e soprattutto i docenti siano convinti dell’ineludibile utilità di questo insegnamento. Insomma, esso non dovrà essere relegato, come in passato, a ‘materiucola’ riempitiva dell’orario delle lezioni, ma argomento fondamentale a formare i giovani ad essere cittadini attivi, protagonisti, coscienti e responsabili. Sarebbe proficuo se in questo ritorno a scuola dell’educazione civica fossero coinvolte anche le famiglie, creando così un circolo virtuoso nella società. Non dimentichiamo che la forma è sostanza.

[*] Prof. Massimo Sgrelli – Presidente del Comitato scientifico dell’Accademia del Cerimoniale, già Capo del Dipartimento del Cerimoniale di Palazzo Chigi per un ventennio, docente e formatore, autore del manuale di protocollo contemporaneo “Il Cerimoniale”.

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