Non ho profili social, sono uno scemo?

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(di Tiziano Rapanà) Quando è successo? Non mi ricordo, comunque è stato di recente. Ero in giro per librerie, quando incontro un amico – o meglio un conoscente – che non vedevo da tanto tempo. Abbiamo parlottato del più e del meno, naturalmente privilegiando il meno. Prima di congedarmi, l’amico mi ha chiesto il perché io non abbia un profilo in nessun social network. Gli ho risposto frettolosamente che la questione riguardava la sacrosanta difesa della privacy. Ne voleva sapere di più, non gli ho dato più corda e mi sono congedato cordialmente. Che gli potevo rispondere, “fatti i cacchi tuoi”? Oppure avrei dovuto argomentare, dicendo che male mi sarei trovato in quelle piazze virtuali? Mi sono congedato ed è finita lì. Probabilmente, anzi spero, non rivedrò lo scocciatore per i prossimi anni. Di solito, quando dico ai miei conoscenti – gli amici naturalmente lo sanno già – che io non ho e non amo sostare nelle piazze virtuali, 9 volte su dieci mi sento rispondere che faccio bene. Soltanto un’esigua percentuale cerca di persuadermi ad iscrivermi su Instagram e affini. Rispetto chi è iscritto, ma non fa per me. Anche se quel mondo potrebbe essermi proficuo, professionalmente ed economicamente. Mi iscrivo su Instagram, pubblico una trentina di autoscatti e divento immantinentemente un influencer. Funziona così, no? Voi che guerreggiate quotidianamente sui vostri smartphone, potete confermarmi se funziona in questo modo. In poco tempo potrei diventare celebre come Andrea Damante o Gianluca Vacchi.  Basta mostrare sui social frammenti di vita gaudente e spensierata ed il gioco è fatto. Arrivano i follower, arrivano i like e arriva la popolarità. E al diavolo il vecchio detto “chi semina raccoglie”. E se alla fine raggiungo l’apice della notorietà, qualcuno mi dedicherà un documentario. Esagero? Macché! Basta guardare la realtà. La regista Elisa Amoroso ha realizzato un documentario sulle gesta di Chiara Ferragni, la regina del regno degli influencer. Il film è stato presentato alla mostra del cinema di Venezia e a breve sarà nei cinema, per qualche giorno. Ha ragione quell’uno percento che tenta di farmi aderire a questi universi digitali. Loro della vita hanno capito tutto, mentre io ho l’impressione di essere uno scemo.

tiziano.rp@gmail.com

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