Vernazza

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Eccoci a Vernazza, la perla delle Cinque Terre, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ha meno di mille residenti, abitanti in gran numero nelle festività e durante l’estate. Il nome è legato al suo prodotto più celebre, la Vernaccia, meraviglioso vino locale. Le prime notizie di Vernazza risalgono all’anno Mille, come base marittima dei marchesi Obertenghi, che utilizzarono l’unico approdo naturale di questo tratto di costa contro i Saraceni. Nel possesso di Genova nel 1276, come base per la conquista della Liguria di Levante. Nel 1815 Vernazza fu inglobata nel Regno di Sardegna, infine nel 1861 nel Regno d’Italia. Come d’abitudine, vi cito la deliziosa gastronomia. Il piatto tipico “Tian”, ovvero tegame. Patate tagliate sottili, acciughe, olio locale, vino bianco, aglio, scorza di limone, pomodoro fresco, prezzemolo, origano e rosmarino. Tra i dolci, vi segnalo la Torta Stalin”: non è un omaggio al dittatore sovietico, ma al pasticciere che la inventò…è una crostata con marmellata, cioccolata fondente e pasta frolla. Quanto ai vini, oltre al bianco Cinque Terre, indispensabile un bicchierino Sciacchetrà, uno dei passiti più famosi d’Italia.Vi consiglio attività balneari, pesca, ma soprattutto passeggiate sui sentieri in collina. Cosa vedere? Le tracce della cinta muraria, il bastione e le torri sul mare. E la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia. Secondo la leggenda, anticamente fu ritrovato in mare un dito di Santa Margherita. La reliquia fu perduta durante una mareggiata ma ricomparve nel 1318 e in quel posto, sulla roccia antistante, fu eretta la Chiesa intitolata alla Santa Patrona. Interessante anche il Castello Doria, costruito per proteggere il borgo dalle scorrerie dei pirati Saraceni. Una curiosità: la piazzetta principale del borgo è chiamata dagli abitanti “U Cantu de Musse”, l’angolo delle chiacchiere.

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