Venosa

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Siamo oggi in Basilicata, a 56 km da Potenza. Quasi 12.000 abitanti, meno di 500 metri sul mare. Il nome, da Venusia, deriva probabilmente da un atto di rispetto per la dea dell’amore, Venere, in latino Venus. Secondo altri, tuttavia, il nome si riferisce ad abbondanza e bontà dei vini (Vinosa), oppure alle vene d’acqua di cui è ricca, o, anche, al clima ventilato (Ventosa).Come arrivarci? dal litorale adriatico entriamo nell’autostrada A14 e usciremo allo svincolo di Foggia, per prendere la statale 655 verso Matera e finalmente arrivare a Venosa sud. Da Bari, invece, in auto prenderemo la direzione per Napoli, fino al casello Cerignola ovest, e poi seguire le indicazioni per Venosa.Qualche pillola di storia. Venosa fu fondata dai romani nel 291 avanti cristo, per controllare la valle dell’Ofanto e della via Appia. I romani dopo la vittoria sui Sanniti dedicarono la città a Venere, che era una divinità cara ai vinti. E a venosa nacque e trascorse la sua adolescenza il grande poeta latino Quinto Orazio Flacco.Vi consiglio di visitare alcuni monumenti, come il castello di Pirro del Balzo (1470) al centro del paese: ospita tra le mura il Museo Archeologico Nazionale. Degna di interesse anche l’abbazia della Santissima Trinità, all’interno ammirerete preziosi affreschi, a fianco delle spoglie del condottiero normanno Roberto il Guiscardo.Eccovi gli appuntamenti interessanti: ad aprile il Certamen Horatianum, una gara di traduzioni e commenti storico-letterari delle opere di Orazio. La festa patronale di san rocco, dal 15 al 18 agosto, durante la processione con la statua del santo.Per la tradizionale sosta gastronomica, vi consiglio di assaggiare l’Aglianico delle Vulture, tra i più grandi vini rossi d’Italia, con i lampascioni fritti, ovvero piccole cipolle selvatiche fritte con olio d’oliva e condite con aglio, peperoncino piccante e sale.Vi incuriosirà, se già non lo sapete, che Venosa è stata scelta per alcuni film: Gesualdo – Morte per cinque voci di Werner Herzog (1995); Vultour, Le tracce del sacro-territorio e identità di Fulvio Wetzl (2008); Il generale dei briganti di Paolo Poeti (2012).

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