Vejano

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Siamo nel Lazio, a due passi da Viterbo (una trentina di chilometri circa). Poco più di duemila abitanti, poco meno di 400 metri sopra il livello del mare. Il nome deriva da Veio, potente città etrusca sconfitta dai romani intorno al 400 a.c: gli abitanti che riuscirono a fuggire si sarebbero trasferiti in queste terre. Vi raccomando al volo di visitare il castello medievale, la chiesa di Santa Maria Assunta, di qualità barocca, la cappella della Madonna del Rosario, la chiesa di Sant’Orsio, patrono di Vejano.  Per una vostra visita vi segnalo a luglio la festa dei sapori, che riunisce la sagra del tartufo e la sagra del ceciarello, una particolare forma di pasta. Ma, per questo borgo, oggi vorrei soffermarmi soprattutto sulla singolare attrazione di un agriturismo: si chiama il Canegiallo, un nome tratto da un racconto di Gerges Simenon. La specialità di zia Marina, anima e cuore del Canegiallo, si riferisce a una ricetta che forse ricorderete di aver letto in “Una confidenza di Maigret”. Vi cito il passo: “Finito il pranzo, sparecchiata la tavola, servito il caffè, Maigret offrì un sigaro al dottore, mentre le due donne cominciavano a chiacchierare in un angolo e si sentiva tra l’altro: “Mi sono sempre chiesta come lo fate”. Si trattava del pollo servito durante il pranzo” Un pollo decantato così: “Ha un gusto delicato, appena percettibile, che è la cosa più buona e non arrivo però ad identificare, ma è semplicissimo… immagino che voi aggiungiate, al momento opportuno, un bicchiere di cognac, o di armagnac…quello che ho sottomano, ci metto anche la prunella d’Alsazia.” (Zia Marina e il marito Zio Mauro, romani, hanno abbandonato le loro attività professionali nella Capitale e si occupano oggi di questo atipico agriturismo, che dispone solo di tre camere: se volete prenotare, ricordate di farlo con grande anticipo.) Tra le specialità di zia Marina c’è, come vi ho detto, la versione locale del “Coq Au Vin Blanc”, la ricetta menzionata da Simenon. La zia Marina è una cuoca eccellente, vi consiglio di strapparle la ricetta del pollastrello da lei cucinato a meraviglia. Lo zio Mauro vi sorprenderà per la sua infinita cultura, se avete piacere potrete ascoltare fino a notte fonda i suoi racconti, dagli antichi greci e romani ai tempi nostri.

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