Tech Usa a due facce: sorride Google dopo i conti, Amazon delude per l’aumento dei costi

Share

Accoglienza opposta per i conti di due colossi tecnologici americani, Google e Amazon, a Wall Street. Soddisfazione è emersa dalla reazione nel mercato after hours per i numeri del motore di ricerca, mentre per la prima volta da tanto tempo il colosso dell’e-commerce ha deluso le aspettative, complici però gli alti costi sostenuti per potenziare la sua rete.

Google torna solida e supera le attese, maxi regalo agli azionisti

Nella serata americana di giovedì, a mercati chiusi, la casa madre di Google, Alphabet, ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre del 2019 con un utile netto di 9,9 miliardi di dollari, da 3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato è nettamente al di sopra delle attese dei mercati e ha spinto il titolo nelle contrattazioni after hours di Wall Street del 7,3%. L’utile per azione è pari a 14,21 dollari, contro  4,53 dollari dello stesso trimestre dello scorso anno, spinto da un margine operativo del 24%. I ricavi sono cresciuti dal 20% a 38,9 miliardi nel secondo trimestre, rispetto a 32,6 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.

“Dai miglioramenti dei prodotti core e di informazione come Search, Maps e Google Assistant, fino alle nuove scoperte nell’Intelligenza Artificiale e alla nostra crescita nelle Offerte cloud e hardware, sono incredibilmente entusiasta dello slancio delle attività di Google e dell’innovazione che sta alimentando la nostra crescita”, ha commentato Ruth Porat, il direttore finanziario di Alphabet e Google. Il manager ha potuto parlare di un trimestre solido, che effettivamente ha tranquillizzato gli osservatori e gli azionisti dopo un periodo balbettante per la pubblicità.

Proprio gli azionisti saranno contenti dell’annuncio del più grande buyback della sua storia: ricomprerà titoli propri di classe C per 25 miliardi di dollari.

Il buon andamento dei conti conferma, secondo gli analisti, la solidità di Google, il cui dominio nelle ricerche online resta quasi assoluto. E proprio su questo dominio puntano ora a vederci chiaro le autorità americane. Il Dipartimento di Giustizia ha infatti avviato un’indagine antitrust sulle maggiori aziende tecnologiche americane. Un’inchiesta che potrebbe avere forti conseguenze per Google, Amazon, Apple e Facebook. Le autorità puntano a capire come i big della Silicon Valley hanno raggiunto la loro forza di mercato e soprattutto se lo hanno fatto soffocando la concorrenza.

Bezos spende tanto per migliorare i servizi

Sensazioni diverse in casa Amazon, dove per la prima volta in due anni sono stati comunicati ai mercati numeri deludenti sull’utile. Come nota la Reuters, inoltre, anche il trimestre già in corso vedrà una contrazione dei profitti e questo non può che generare malumori nel breve a Wall Street. Di più ampio respiro, invece, la strategia del portale. Se gli utili sono scesi, infatti, è perché sono aumentati sensibilmente i costi, in particolare per spingere i servizi di consegna rapidissima (in giornata) e permettere così di dare un supporto alle vendite.

Nel secondo trimestre l’utile netto sale è salito solo del 3,6% a 2,63 miliardi di dollari dopo essere più che raddoppiato nel trimestre precedente. I ricavi sono invece saliti del 20% a 63,4 miliardi, oltre le previsioni. Un balzo che però non è bastato: la delusione per i profitti ha portato Amazon a perdeere a Wall Street nelle contrattazioni after hours il 2,7%. Nonostante la flessione Amazon ha guadagnato in borsa il 30% dall’inizio dell’anno per una capitalizzazione di mercato di 981 miliardi di dollari.

A pesare su Amazon è l’aumento dei costi di spedizione, schizzati del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dopo essersi aggirati sul 20% negli ultimi trimestre. L’aumento dei costi è legato all’investimento da 800 milioni di dollari effettuato dal colosso di Jeff Bezos per rendere le consegne in 24 ore gratuite per gli abbonati Prime. Complessivamente i costi per Amazon nel secondo trimestre sono saliti del 21%. I ricavi della divisione cloud computing sono saliti del 37% a 8,4 miliardi di dollari: è la òprima volta dal 2014, da quando Amazon ha iniziato a comunicarli, che hanno registrato un tasso di crescita inferiore al 40%. I ricavi internazionali sono saliti del 12% a 16,4 miliardi di dollari, ma le perdite operative sono aumentate a 601 milioni di dollari dai 494 milioni del 2018.

“I consumatori stanno rispondendo alle consegne in 24 ore per Prime, abbiamo ricevuto molti commenti positivi e vediamo un’accelerazione della crescita delle vendite. Le consegne gratuite in un giorno sono disponibili per gli abbonati prime su oltre 10 milioni di prodotti, e questo è solo l’inizio” ha commentato il miliardario fondatore. Per il terzo trimestre Amazon prevede ricavi in una forchetta fra i 66 e i 70 miliardi di dollari, con un utile operativo di 2,1-3,1 miliardi.

I risultati arrivano mentre tornano a diffondersi voci su uno sbarco a New York di Amazon. Nonostante abbia accantonato i piani per una seconda sede nella città, Amazon sta continuando la sua caccia a un ufficio e avrebbe avuto contatti con WeWork per affittare l’edificio storico che ospitava Lord & Taylor, uno dei grandi magazzini costretto a chiudere i battenti a causa del successo di Amazon.

Repubblica.it

Share
Share