Sperlonga

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Oggi andiamo a visitare il borgo il cui nome deriva dal latino Spelunca, che significa grotta. Siamo nel Lazio meridionale, più o meno a metà tra Roma e Napoli. 55 metri sul livello del mare, 3000 abitanti. Il nome deriva dal latino Spelunca, che significa grotta. Potete arrivarci in treno alla fermata di Fondi-Sperlonga, sulla linea Roma-Napoli. Poi un servizio di bus. Come molti altri, il paese si sviluppò intorno a un castello, a difesa dalle incursioni via mare dei Saraceni, il borgo fu distrutto due volte. I romani vi realizzarono magnifiche residenze. Nel Settecento e nell’Ottocento Sperlonga assume l’attuale identità, strutturata a forma di testuggine, con chiese e palazzi signorili. Il massimo sviluppo arriva dopo la costruzione della strada litoranea da Terracina a Gaeta. Clima mite, spiaggia di fine e dorata sabbia bianca, speroni di roccia, calette meravigliose. In paese visiterete il Palazzo Sabella, ex residenza dell’antipapa Clemente VII, e la bellezza prodigiosa della Villa di Tiberio. L’imperatore l’aveva adibito a salone delle feste, con bellissime statue in marmo, che ricordano le imprese di Ulisse. Avendo tempo, quattro torri erette per avvistare i pirati. Incontaminato il Parco Nazionale del Circeo.E a questo punto il solito spuntino gastronomico. Gustossisima la cucina povera con le zuppe di pesce o sarde, di fagioli…o anche i bombolotti al ragù di seppia, gli spaghetti alle cicale di mare. In genere, la cucina marinara. Vi incuriosirà sapere che la leggenda narra che Sperlonga fu il nome di una bellissima ninfa. Il dio Zeus si innamorò di lei, e acceso com’era si trasformò in un meteorite infuocato. Piombò nella spiaggia dove era solita dormire la ninfa, che non morì di paura, però il litorale fu talmente scioccato da quell’incontro che innalzò delle rocce a picco sul mare. Oggi Sperlonga ha una fisionomia tipicamente medievale: vicoli stretti e lunghe scalinate.

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