Roma, il centro commerciale Aura e la gentrification

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(di Tiziano Rapanà) Stamattina ho litigato con un amico, perché mi ha detto peste e corna della Gentifrication. E’ un inglesismo che, spiegato in soldoni, intende la riqualificazione di un quartiere abbandonato di una città. Per lui è un male, perché la riqualificazione toglie l’anima del quartiere e lo rende invivibile. Io ho dissentito: “Guarda che la gentrificazione non è sempre tremenda”, gli ho detto e ho continuato asserendo che la gentrification abbia ridato dignità e vivibilità ai quartieri. Per avvalorare la mia tesi, ho fatto un esempio di riqualificazione noto a Roma. Gli ho parlato del centro commerciale Aura, inaugurato l’anno scorso, situato in via di Valle Aurelia 30, all’incrocio con via Baldo degli Ubaldi. Voi romani ben sapete le tante proteste che hanno ritardato l’inaugurazione del complesso commerciale. “Prima i residenti fecero un grosso baccano contro il centro commerciale, adesso sono i primi ad andarci”, così mi spiegò la situazione l’anno scorso, un residente del quartiere. Il centro commerciale peraltro, come ben ricorda il sito RomaToday, “ingloba la fornace Veschi, il simbolo di quella che era la Valle dell’Inferno, zona famosa per la presenza delle ciminiere che svettavano dalle fornaci dalle quali uscivano tutti, o quasi, i mattoni destinati all’edilizia romana. Un’opera posta sotto tutela, un autentico capolavoro di archeologia industriale che Aura ha fatto tornare alla luce”. Io non sono un fan del capitalismo a tutti i costi, ma i meriti vanno riconosciuti. E, in questo caso, l’operazione ha riqualificato un’area di 30mila metri quadrati lasciata abbandonata e definita in passato poco sicura. Il centro commerciale l’ho pure visitato e non è male. Voi romani lo conoscete sicuramente, è un complesso di tre piani, con l’ultimo adibito ad area ristorazione. Lo spazio è piuttosto carino, anche se il terzo piano è un po’ troppo all’aperto. per i miei gusti: va bene d’estate, ma d’inverno quando piove ci si può bagnare. Salto di palo in frasca, parlando di una cosa che non c’entra nulla con la gentrification. Ieri ho visto su Youtube, il nuovo film di Roger Fratter. Il nome spero vi sia familiare, vi ho parlato qualche giorno fa della sua perla Femminilità (in)corporea. Roger ha realizzato un film d’azione molto dinamico, che rimanda alle sue origini da regista, quando strizzava l’occhio al cinema di genere italiano. Si chiama Rage Killers, e lo trovate su Youtube sul canale gratuito e legale Film&Clips. Il film racconta un futuro distopico, legato all’immagine del cinema post-atomico anni ottanta, suddiviso in tanti piccoli territori dominati dalle varie gang locali, dove il lavoro più diffuso è quello del killer. Il quartiere più importante è il numero 201, governato da Oxon. Per lui lavorano i migliori cecchini. Oxon fa il bello e il cattivo tempo, ma non tutto fila liscio. Non vi dico altro, anticipo solo – Roger non me ne volere – che Oxon pagherà cara la sua protervia. Se stasera non avete nulla da fare e volete vedere un film d’intrattenimento spensierato in linea con il dolce far nulla tipico dell’estate, provate Rage Killers: vi divertirete.

tiziano.rp@gmail.com

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