Da leggere l’ultimo libro di Delzio “La ribellione delle imprese”

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di Romina Nizar

La ribellione delle imprese. In piazza. Senza Pil e senza partiti” è il nuovo libro di Francesco Delzio, editore Rubbettino. Fragile, provinciale e isolata: appare così l’Italia di oggi, un Paese in crisi dove gli imprenditori si sentono soli. Dopo le masse, con un rovesciamento di ruoli senza precedenti la storia ci sta ponendo di fronte alla ribellione delle imprese. Sessant’anni fa la scrittrice Ayn Rand ne “La rivolta di Atlante” aveva previsto che – in un futuro imprecisato – sarebbe avvenuta la rivolta degli imprenditori contro il collettivismo. Sembrava pura fantasia. Ma è ciò che sta accadendo, 60 anni dopo, in Italia. Gli imprenditori, stanchi di essere schiavi della collettività e di vedersi usurpati del pieno controllo delle loro attività, stanno attuando una vera e propria insurrezione. Si trovano ad affrontare la violenza ideologica dell’anticasta, che li ha gettati nella categoria dei ricchi “cattivi”, dell’élite che prospera a danno del popolo. A risentirne di più sono i piccoli e micro-imprenditori, i quali devono fare i conti con un Pil che non cresce più e con la vittoria dei partiti che sostengono le ragioni della rendita, rispetto a quelle della produzione. Tutto ciò pone l’imprenditore in una “condizione di emarginazione sociale” di fronte a un governo indifferente e irraggiungibile. La furia ideologica dell’anticasta sta distruggendo quella ‘solidarietà produttiva’ che aveva fatto grande la piccola e piccolissima impresa italiana. Il 90% del sistema produttivo italiano è costituito da imprese con meno di 10 dipendenti: è un particolare ambiente produttivo nel quale la distanza tra imprenditore e lavoratore – nella vita quotidiana – è sempre stata assai ridotta fin quasi a scomparire.  Siamo di fronte a un paradosso sociale: nonostante l’imprenditore sia il principale generatore di occupazione e ricchezza, viene visto quasi come un nemico del popolo. Viviamo in un clima di odio sociale verso gli imprenditori: ecco il populismo che si batte per la sua continua, ostentata difesa del popolo. Il nostro è il paese dell’analfabetismo funzionale: 30 milioni di italiani sanno leggere, scrivere e fare i calcoli, ma non sono in grado di comprendere ed interpretare la realtà che li circonda e le informazioni con cui entrano in contatto attraverso i media. Questi ultimi non fanno altro che confondere ancora di più le idee. La grandissima parte dei nostri connazionali non riesce a vedere ciò che si muove sotto la superficie dei media.  Lo scopo del libro è di fornire al lettore gli strumenti per vedere oltre, capire quali meccanismi potranno cambiare il destino dell’Italia. Delzio è un manager giovane e di successo, anche uno scrittore impegnato. Il suo libro è da leggere: propone riflessioni importanti, riflessi non trascurabili.

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