Torino, Appendino perde una consigliera: si acuisce la crisi con i ribelli del Movimento

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Le parole della sindaca di Torino, Chiara Appendino, sortiscono il primo effetto e fanno scendere i numeri della sua maggioranza e mettono ancora più a rischio la tenuta della giunta a 5stelle, con Marina Pollicino che lascia il Movimento: “Questa è una scelta politica e di difesa dei principi democratici. Avrei potuto farlo già lunedì ma non volevo infliggere la stessa umiliazione che la sindaca ha inflitto a noi e mancare di rispetto alla capogruppo Valentina Sganga che ha fatto sempre di tutto per tenerci uniti”.
Pollicino ha rassegnato la lettera di dimissioni nelle mani del presidente del consiglio, Francesco Sicari, annunciando che passerà al gruppo misto e facendo passare la maggioranza da 23 a 22 più Appendino: “Gli ultimi sviluppi della storia del nostro Movimento, sia a livello comunale sia nazionale, stiano prendendo una direzione nella quale, con mio grande rincrescimento, non mi riconosco più – spiega Pollicino – Ho ascoltato il discorso del cosiddetto “capo politico” Luigi Di Maio e successivamente quello della Sindaca Chiara Appendino con un forte senso di disagio, quel disagio e quella sofferenza che si provano quando la dignità della persona, prima che del consigliere comunale, viene mortificata in nome dell’affermazione prevaricatrice di una propria linea politica”.
La richiesta di Appendino di avere consiglieri meno riottosi incassa il primo no: “Le parole di Appendino sono inaccettabili e noi non siamo droni pigia bottoni – aggiunge – Come consiglieri abbiamo una funzione di indirizzo e controllo e voglio difendere questa dignità dell’istituzione anche se so che ora partiranno attacchi e critiche”.

Sempre presente, critica sulle scelte come la querelle olimpica ma fedele al Movimento Pollicino ha preso una scelta umanamente difficile: “Le 5 Stelle del nostro simbolo rappresentano un cambio di passo impresso nel nostro Dna, quel cambio di visione del mondo e dello stile di vita che anche i ragazzi di Friday For Future additano alla cittadinanza mondiale quale unica via da percorrere per evitare un disastro di proporzioni incalcolabili – aggiunge – Quel che è successo per me è inaccettabile da chi abbia in considerazione anzitutto la propria dignità di persona pensante. Inaccettabile da chi desideri svolgere il proprio ruolo politico sulla base di una democratica dialettica delle posizioni e secondo coscienza e programma cittadino. Sono espressioni di una tale gravità, offensive e umilianti,  sia per chi le riceve sia per chi le pronuncia,  che mi sorprende che la Sindaca abbia anche solo potuto lontanamente immaginare che pronunciandole in un una sede istituzionale ciò avrebbe favorito una ricompattazione dei consiglieri della sua maggioranza”.

Jacopo Ricca, Repubblica.it

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