Otranto

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Siamo nel punto più a oriente d’Italia. In antichità fu greca, romana, bizantina, gotica, normanna, sveva, angioina e aragonese. E oggi consentitemi quattro, cinque punti esclamativi dopo avervi annunciato Otranto!!!!! Perchè? Perché è il sogno della mia lunga vita: a tutti, ma proprio tutti coloro che si sono spinti fin laggiù me ne hanno parlato in maniera entusiastica e non ho mai avuto l’opportunità di andarci. Allora partiamo insieme. 800 abitanti circa, 15 metri sopra il livello del mare, il nome deriva dal greco, da parole che significano “acqua e monte”. Otranto è il punto più a oriente d’Italia. Qualche cenno storico: nel Quarto secolo in seguito alla scissione dell’Impero Romano, Costantinopoli insediò qui i suoi funzionari. La città visse un ruolo importante: gran parte della Puglia, Calabria e Basilicata prendevano il nome comune di Terra d’Otranto. Nel Nono secolo, il periodo più buio corrisponde alle frequenti invasioni dei turchi, nell’845 il primo di molti assalti. L’episodio più cruento risale al 1480 quando Venezia, in contrasto con Otranto, favorì l’invasione dell’esercito turco. L’attacco dal mare distrusse la fortificazione e aprì una breccia in città. Il comandante turco radunò gli 800 abitanti, tutti gli uomini validi, e impose loro una terribile scelta: o la fede musulmana o la morte. Tutti rifiutarono di convertirsi e furono decapitati. I loro teschi sono conservati nella cattedrale. E’ d’obbligo citare la Baia di Orte, dove si gode di una splendida spiaggia sul mare, in un pezzo di natura incontaminata. Il Porto Badisco, poco distante, secondo la leggenda accolse l’epico sbarco di Enea nel Salento. Gli eventi? Un festival di teatro e molto altro dal 1° al 15 luglio, a seguire un altro festival dal 16 al 30 luglio. Concerti, cinema incontri con scultori e pittori, varie mostre. Quanto alla nostra solita sosta enogastronomica, qui troveremo secondo tradizione un mix di cucina contadina e anche di quella marinara. Orecchiette al sugo oppure condite con ricotta forte. Pesce fresco cucinato in modo semplice: polpo lesso, fritto alla pignata (in un tipico recipiente di terracotta), la zuppa, gli spaghetti con le cozze. L’olio di oliva del Salento è tra i migliori d’Italia. Tra gli ottimi vini, farò provviste di Alezio, Copertino e del Salice Salentino. E vi consiglio di imitarmi! Mi chiederete: come arrivarci? Partendo da Lecce , la strada più suggestiva e piacevole è quella litoranea, ma la più veloce è la strada Lecce-Santa Maria di Leuca. In treno, dalla stazione Lecce prenderete le Ferrovie Sud Est, che coprono le tratte salentine. In aereo scenderete a Brindisi Casale.

 

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