Novara di Sicilia

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Siamo nel borgo che i Greci chiamavano “Noa”, “maggese”, per indicare la produzione di frumento e che i romani chiamavano “Novalia“, campo di grano. Evviva, oggi siamo a Novara, ma non nella famosa città piemontese, bensì a Novara di Sicilia: precisamente in provincia di Messina, al confine con i Monti Peloritani, in una vallata pittoresca. Nel borgo vivono un migliaio di fortunati abitanti. L’origine rievoca due grandi dominazioni, quella greca e quella romana. I Greci la chiamavano “Noa”, che significa “maggese” per indicare la produzione di frumento. Per i romani era invece “Novalia”, comunque campo di grano. Per gli arabi fu Nouah, cioè giardino, orto, fiore. All’Età greco-romana, risale una citazione di Plinio che chiamava gli abitanti di Noa, “noeni”. Solo nel diciassettesimo secolo il borgo raggiunse il massimo sviluppo. Oggi potete effettuare splendide passeggiate a cavallo. Escursioni nella pineta, tiro al piattello, tennis e altri sport. Novara di Sicilia è stata designata dalla regione tra le “Città d’arte”, con un’ economia prevalentemente turistica. Tra le attrattive il percorso dei mulini ad acqua. Tra i vari eventi troviamo “Il Gioco del Maiorchino”, a Carnevale, con inizio il 17 gennaio e conclusione il Martedì Grasso, con la preparazione di una ricotta particolare che sarà consumata insieme con i maccheroni conditi con sugo di maiale. Il 9 e 10 agosto, l’appuntamento è con il Giro Podistico Internazionale. Ad attirare i turisti la cultura culinaria con piatti particolari. Prima di tutto, “la pasta ‘ncasciada”, condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pangrattato. Ma gusterete anche, volendo, “lempi e trori”, con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi. Infine , per un’eventuale scorpacciata i famosi “frittui”, cioè carne di maiale mista a lardo, lessata insieme con cotica, trippa, polmone, cuore e fegato. Se volete acquistare qualcosa scegliete il Maiorchino, un formaggio pecorino stagionato da più di 8 mesi. Altre specialità: ricotta infornata, provole e nocciole e dolci da leccarsi i baffi. L’elenco sarebbe lunghissimo! Vi chiederete : come arrivare nella splendida Novara? In treno fermandovi nella stazione di Barcellona, a 30 km, o alla stazione di Castroreale Terme, o infine anche alla stazione di Novara-Montalbano. Oppure, se preferite l’aereo, puntate sugli aeroporti di Catania e Reggio Calabria.

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