Samsung è accusata di pubblicità ingannevole

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Nel 2016, la rivista statunitense Consumer Report aveva pubblicato un articolo in cui si puntualizzava che gli smartphone Samsung Galaxy S7 non erano resistenti all’acqua. Al contrario di quanto veniva sostenuto in uno spot commerciale, dove si ritraeva il dispositivo immerso in un acquario. Tre anni dopo, l’Australian Competition and consumer commission (l’ente di tutela dei consumatori)  ha intentato una causa legale contro il colosso sudcoreano per pubblicità ingannevole, in merito agli spot commerciali che ritraggono i modelli della linea Galaxy immersi nel fondo di piscine o in mezzo al mare..

L’indagine è basata su più di 300 annunci pubblicitari. Secondo la commissione, il più grande produttore di dispositivi al mondo non ha testato a sufficienza gli effetti dell’acqua salata o del cloro sui telefoni. Se dimostrata, scrive Reuters, ogni violazione successiva al 1 settembre 2018 può portare ad una multa pari a 10 milioni di dollari. Mentre quelle accertate prima del 1 settembre 2018, possono causare fino a 1,1 miliardi di dollari di sanzioni. Si tratta della prima causa di questo tipo, mai intentata da un ente regolatore e potrebbe avere conseguenze pesanti per la compagnia sudcoreana.

In passato alcuni utenti avevano chiesto un risarcimento dopo aver esposto i propri telefoni all’acqua, ma Samsung si è sempre rifiutata di risarcire il danno. Il colosso sudcoreano ha sempre dichiarato di aver ottemperato a tutti gli obblighi di garanzia previsti dalla legge australiana. Allo stesso tempo però, in alcuni casi avrebbe consigliato di tenere gli smartphone lontano dall’acqua, ammettendo di essere a conoscenza del problema, spiega l’ente. In seguito alla citazione in giudizio, Samsung si dice certa di aver rispettato tutte le leggi e annuncia che difenderà le sue ragioni.

Marco Tonelli, La Stampa

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