Carige, spiragli di luce, la cordata si prepara all’offerta finale

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La cordata che punta al rilancio di Carige prova ad accelerare per rispettare la scadenza imposta da Bce, il 25 luglio. Mancano quindi due settimane per ufficializzare una proposta che sia in grado di ottenere il via libera di Francoforte, prima di passare al giudizio dell’assemblea degli azionisti. L’impianto è sostanzialmente definito.A tirare le fila dell’operazione è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che rappresenta il sistema nazionale del credito e che è già intervenuto una prima volta in Carige, lo scorso ottobre, sottoscrivendo 318 milioni di euro di un prestito obbligazionario subordinato Tier2 che ha consentito alla banca dei liguri di rientrare nei parametri imposti da Bce. Soldi che la banca ipotizzava di restituire con l’aumento di capitale da 400 milioni che però l’assemblea, a fine dicembre, ha respinto. Qualche giorno dopo, Bce ha commissariato Carige, chiamando alla guida della banca gli ex amministratori (il presidente Pietro Modiano e l’ad Fabio Innocenzi) affiancati da Raffaele Lener.

A più di sei mesi dall’inizio del commissariamento, Carige deve quindi ancora definire uno schema che possa condurre, così come chiede Bce, alla “business combination”, cioè all’aggregazione, all’interno di un robusto piano di rafforzamento patrimoniale. Come si ricorderà, a lungo i commissari hanno lavorato per raggiungere l’intesa con BlackRock, il colosso mondiale della gestione del credito, che si è poi chiamato fuori dall’operazione a maggio. A questo punto è ripreso il lavoro per individuare un nuovo soggetto con cui trovare un accordo che, di fatto, eviti il ricorso ad altri due scenari: il primo è la nazionalizzazione della banca, prevista dal decreto di inizio anno, con la ricapitalizzazione precauzionale, sul modello di quanto realizzato per il Monte dei Paschi; il secondo la liquidazione, che aprirebbe per Carige una soluzione sul modello delle banche venete. Mentre il governo ha lasciato intendere di non essere disponibile a un ricorso di soldi pubblici per intervenire in Carige, appare realmente poco in linea con il percorso della banca l’ipotesi della liquidazione. Qui, infatti, si sta parlando di una realtà che, seppur in difficoltà, ha liquidità, clientela, mercato ed è all’interno dei parametri Bce. Chiaramente, a molti farebbe gola una prospettiva di questo tipo, ma il lavoro dei commissari va nella direzione opposta, che è appunto quella dell’accordo.

Caduto BlackRock, il secondo giro di consultazioni ha riportato in gara il fondo Apollo, proprietario delle compagnie assicurative, ma la sua prima proposta è stata respinta dal Fondo Interbancario, già disponibile a intervenire in Carige con BlackRock. Apollo ha rilanciato, ma l’impressione sempre più netta è che Fitd voglia proseguire la sua corsa con altri compagni di cordata. Proprio di una cordata, infatti, dovrebbe trattarsi, così come emerso ieri, a conferma delle indicazioni di questi ultimi giorni. L’avvio delle operazioni è fissato per lunedì 15, con il consiglio dello Schema Volontario del Fondo che dovrà convocare l’assemblea per decidere la conversione del bond da 318 milioni in capitale. Sempre il Fondo dovrebbe intervenire in Carige anche direttamente, con un’altra provvista di circa 200 euro. Confermato anche l’interesse di Cassa Centrale Banca, il sistema delle casse cooperative del Trentino, disponibili a intervenire con una quota di capitale attorno al 10 per cento. A corroborare il rafforzamento patrimoniale, però, arriverebbero anche il Credito Sportivo (che fa capo al Mef) e Mcc-Banca del Mezzogiorno. Entrambe sottoscriverebbero un bond per 200 milioni complessivi (150 dei quali da parte del Credito Sportivo). Mancherebbe a questo punto soltanto il pronunciamento dell’attuale primo azionista di Carige, la Malacalza Investimenti, titolare del 27,7% del capitale. I Malacalza, che hanno incontrato i vertici del Fondo, stanno valutando il dossier ed è difficile pensare che possano chiamarsi fuori dall’operazione. Per i principali soci sarebbe disponibile una quota di circa 100 milioni. In questo modo si potrebbe arrivare a un rafforzamento complessivo, fra aumento e bond, di almeno 800 milioni di euro.

Lunedì si riunirà il consiglio dello Schema Volontario del Fitd per “convocare l’assemblea che deciderà la conversione del bond Carige” afferma il presidente del Fitd Salvatore Maccarone a margine di un evento a Roma. L’intervento del Fondo Interbancario con la parte obbligatoria, invece, spiega Maccarone, sarà deciso “una volta definita la cordata per l’importo che servirà a completare un’operazione di rafforzamento del capitale della banca ligure che ormai è di 900 milioni. Lo decideremo a valle, magari il 23 luglio”. Il presidente conferma poi di aver avuto contatti con Malacalza. “Sarà importante che voti l’aumento di capitale in assemblea Carige” spiega. E sempre Maccarone conferma anche l’interesse della trentina Cassa Centrale Banca “per una quota” nel capitale di Carige, ricordando che sotto al 10% non si deve chiedere l’autorizzazione all’autorità di vigilanza. “Molti tasselli devono andare a posto entro il 25 luglio” aggiunge. Ottimismo sull’esito dell’operazione dal governo. “Noi siamo per le operazioni di mercato – afferma la viceministra dell’Economia Laura Castelli – L’obiettivo è quello: se si vuole rimettere in piedi una realtà importante come Carige il mercato è la cosa migliore, e si sta lavorando bene”.

Massimo Minella, Reoubblica.it

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