La nuova Parmacotto mette alle spalle la crisi e punta agli Stati Uniti

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La nuova Parmacotto — quella che dopo essere stata schiacciata dai debiti ha superato crisi e concordato e da più di un anno ha una nuova proprietà — punta agli Stati Uniti. Tutto è partito con l’acquisizione di Cibo Italia, società che commercializza salumi italiani nel mercato statunitense, da aprile scorso diventata Parmacotto Llc, controllata al 70% dall’azienda italiana e al 30% dai soci fondatori di Cibo Italia, Larry Saia e Alessandro Sità (oggi ceo di Parmacotto Llc). Ma il vero battesimo sul campo è arrivato nei giorni scorsi con la partecipazione all’edizione 2019 del Summer Fancy Food allo Javits Center di New York., un’occasione importante per presentare al mercato americano i prodotti dell’azienda della food valley italiana. «Abbiamo deciso di scommettere sul Nord America — spiega Andrea Schivazappa, amministratore delegato di Parmacotto — perché crediamo nell’alto potenziale commerciale dei nostri prodotti. Contrariamente a quanto si possa pensare, date le loro abitudini alimentari, i consumatori americani sono pronti ad apprezzare l’attenzione che mettiamo nella selezione degli ingredienti e nella preparazione dei nostri prodotti».

Gli obiettivi sono ambiziosi. Nel 2018 Cibo Italia aveva raggiunto un volume di vendita annuo di salumi — attraverso grande distribuzione e dettaglio tradizionale — pari a un milione di chilogrammi, per un fatturato di 11,5 milioni di dollari; oggi che è diventata Parmacotto Llc, l’obiettivo è una crescita media superiore al 25% nei prossimi 3 anni. E se gli obiettivi fissati saranno centrati, l’espansione negli Usa potrebbe rivelarsi solo la prima tappa di un processo più ampio. «La mia visione per il futuro di Parmacotto — spiega Giovanni Zaccanti, l’attuale presidente di Parmacotto che nel marzo del 2018 ha acquistato i due stabilimenti, rilanciando il marchio — è quella di un polo aggregante di imprese che possano completare le nostre proposte sia in termini di prodotto che di copertura geografica. L’acquisizione di Cibo Italia non resterà la sola». In tal modo sarà più facile anche raggiungere l’obiettivo di 120 milioni di fatturato consolidato entro il 2021 (72 nel 2018, 55 nel 2015).

Michelangelo Borrillo, Corriere.it

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