Curiosità trascurabile, che fine ha fatto Ida Maritan?

Share

(di Tiziano Rapanà) Che fine ha fatto Ida Maritan? La mia curiosità, ammetto, difficilmente può risultarvi attraente. Probabilmente non la rammentate, la mitica Ida. Eppure è stata una colonna della tv commerciale degli anni novanta e dei primi duemila. La Ida di Buona Domenica di Maurizio Costanzo, di vent’anni fa, la mitica lottologa oversize esperta in super sistemoni per “poter alla fine cantare ‘Vincerò'”. Dite la verità, più vado avanti è più peggiora la situazione: dico bene? Ho la strana sensazione che voi stiate accogliendo questa mia curiosità con il cinismo tipico romano, il classico ‘e sti cazzi. Lo so, lo so! Eppure spero capiate questa mia simpatia per la vegliarda lottologa, che non vedo sui teleschermi da qualche annetto. Negli ultimi anni l’avevo beccata casualmente la mattina presto, alle 7, su Canale Italia 84. Era lì seduta a parlare di schemi di vincita, cinquine varie e colloqui con il pubblico che interveniva al telefono. Uno spasso. Alla Maritan avevo pure dedicato un articolo nella mia rubrica di qualche anno fa, A memoria imperitura, sul sito-cugino Il Decoder. Con A memoria imperitura raccontai il mondo delle telepromozioni, dominato da programmi che difendevano il più delle volte un certo modo ruspante di fare tv. La Ida, che mito! I lottologi odierni urlano fino all’inverosimile, manco fossero al mercato del pesce. La Ida invece è un unicum straordinario, con le sue pillole di saggezza imperdibili. Talvolta pure poetessa. Ve ne segnalo una, eccola: “Da Valeggio sul Mincio arrivammo / Renato trovammo / Un grande uomo incontrammo / Auguriamoci che a San Bonifacio tutti siano come Renato”. Non sarà Neruda, ma – per dirla alla Pinketts – ha il senso della frase. Avrebbe potuto gareggiare per qualche premio letterario, se solo qualcuno le avesse proposto di scrivere un libro. Vorrei sapere cosa fa adesso. Se continua o meno, a presentare la sua trasmissione sul lotto. Scusatemi se mi sono dilungato a parlarvi di questa mia curiosità, avrei dovuto parlare di cose più serie. Ad esempio, della violenta grandinata che ha funestato oggi Pescara. Pensate, in pochi minuti chicchi grandi come rance hanno fatto danni a cose e persone. Il danno ha interessato auto, vetri, e tetti danneggiati. E non parliamo delle persone, ben 18 feriti. Io avrei voluto darvi notizie più liete sull’Abruzzo, ma la cronaca ha preso il sopravvento sul mio ottimismo e soprattutto su Pescara. Dicevo delle mie intenzioni. Avrei voluto darvi buone nuove su Caramanico Terme. Una ventina di giorni fa è stata promessa la riapertura delle terme a luglio, ma in questi giorni la situazione non è cambiata. Le cose miglioreranno in breve tempo? Me lo auguro, anche se il pessimismo impera.

tiziano.rp@gmail.com

Share
Share