Gualtieri

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Per qualche giorno venite con me in Emilia Romagna. Fermiamoci a Gualtieri, vicino a Reggio Emilia, a ridosso dell’argine del Po che segna il confine con la Lombardia. Il nome deriva da Castrum Valterii , legato al longobardo Gualtiero, inviato dal re Agilulfo nel ‘600, per espugnare Mantova. Potete arrivarci in treno, prendendo la linea regionale Parma-Suzzara, scendendo alla stazione di Gualtieri. In auto, è raggiungibile percorrendo la strada statale 63. Nel 1567 Cornelio Bentivoglio, discendente di un’importante famiglia patrizia bolognese, riceve Gualtieri in feudo dal duca Alfonso secondo d’Este, come ricompensa per il suo impegno per la bonificazione della bassa pianura reggiana. Una decina d’anni dopo diventa un marchesato . Nel 1634 Enzo Bentivoglio, erede del marchesato, restituisce il feudo alla Camera Ducale di Modena. Nel 1765, nel 1872 e , nel 1951, tre devastanti alluvioni. Nel 1965 qui muore Antonio Ligabue, considerato il maggiore pittore naif in Italia. A questo punto vorrete rifocillarvi, vi consiglio i cappelletti in brodo oppure i tortelli di zucca. Scoprirete l’uva fogarina, protagonista di una canzone della tradizione popolare : dal vitigno si ricavano i l vino rosato, il passito e la grappa. Non dimenticate un assaggio del culatello della Valle del Po. Eventi e manifestazioni… Nel 2009 è stato riaperto il Teatro Sociale Gualtieri, grazie all’impegno di un gruppo di giovani. Ha resistito al terremoto del maggio 2012. Nella festa tradizionale del Primo Maggio, la banda, i violini, i cortei e soprattutto il buon cibo animano la giornata dei lavoratori. La festa del borgo si svolge nel terzo fine settimana di giugno. Il Palazzo Bentivoglio ospita il “Museo Documentario e Centro Studi Antonio Ligabue”, dedicato al grande pittore, che nacque a Zurigo e visse a Gualtieri. La Festa del Lambrusco a fine agosto-inizio settembre. A Natale un bel mercatino, altri mercatini di antiquariato sono previsti ogni seconda domenica del mese, escluso agosto, nel centro storico.  Un’ultima curiosità. Nella scena finale del film Don Camillo, è visibile la piccola stazione locale, quando il parroco saluta il rivale sindaco Peppone prima di andare in ritiro spirituale.

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